06 luglio 2007

 
     

USA : Bush , clemenza per Libby e pene severe per gli altri
di Rico Guillermo*

George W. Bush ha commutato la condanna del capo dello staff del vicepresidente Cheney, Scott Libby - condannato al carcere per spergiuro - mentre i suoi legali ci danno dentro con chiunque altro. Lo rileva Harlan J. Protass, consulente speciale di un prestigioso studio legale e docente presso la Scuola di legge Benjamin N. Cardozo.

A suo giudizio, "cio' che e' sbalorditivo" di tale atto di clemenza per un avvocato difensore penalista, "non e' che sia stata motivata politicamente o il fatto che calpesta i principi di equita' o persino il fatto che essa giunge dopo una lunga serie di aggressioni dell'aministrazione Bush ai principi del diritto", ma che "i fattori sui quali Bush ha fatto conto nella permutazione della sentenza di Libby sono quegli stessi che la (sua) gestione ha cercato aggressivamente di precludere ai giudici di considerare quando emettono le sentenze su chiunque altro".

Gli argomenti che Bush ha usato per giustificare la sua scelta - sottolinea Protass in un editoriale del 3 luglio - sono che la sentenza di 30 mesi di prigione era troppo dura per il crimine di Libby, che era un incensurato con anni di servizio pubblico eccezionale, che la reputazione che ha guadagnato con i suoi anni di servizio pubblico, che sua moglie ed i suoi bambini in giovane eta' hanno sofferto immensamente e che le conseguenze della sua condanna penale sulla sua vita precedente come avvocato, funzionario e privato cittadino saranno durature.

Gli avvocati della difesa, nota Protass, "concorderebbero generalmente che questi sono tutti buoni motivi per la riduzione della particolare sentenza di Libby alla luce della natura della sua offesa. Inoltre accosentirebbero che 30 mesi sarebbero troppo lunghi da scontare per il crimine non violento di rilascio di false dichiarazioni". Tuttavia, sottolinea il docente americano, il mese scorso il segretario USA alla Giustizia, Alberto Gonzales, ha proposto una legge che impedirebbe ai giudici di contare su qualunque cosa esuli dalla guida di riferimento federale sulle sentenze per comminare una pena piu' clemente del previsto, trane rarissime eccezioni.

Tale proposta di legge capovolgerebbe efficacemente la decisione della Corte suprema del 2005 (Stati Uniti v. Booker), che ha autorizzato i giudici a considerare fattori come la storia della vita dell'imputato e la natura e le circostanze del suo crimine, nello stabilire la pena da cominare. La Corte suprema ha trovato inconstituzionale la guida di riferimento federale, mentre la legge proposta da Gonzales la riproporrebbe come riferimento.

Inoltre, sottolinea Protass, l'atto di clemenza verso Libby va visto anche alla luce di casi some quello Stati Uniti v. Rita, che la Corte suprema ha deciso venti giorni fa. In base ai criteri generali ed a quelli adottati da Bush nel caso di Sccoter Libby, Victor Rita avrebbe dovuto ricevere una pena al di sotto di quella prevista nella guida di riferimento federale perche' era anziano e malato, aveva servito per 24 anni come fante di marina - anche in Vietnam e nella prima guerra del golfo - ed era suscettibile di subire abusi in prigione perche' aveva lavorato nella giustizia penale a nome del governo. Ma e' stato condannato a 33 mesi di detenzione.

In appello l'uomo ha usato le stesse argomentazioni poi usate da Bush per Libby per chiedere di alleggerire la condanna, ma il governo ha sostenuto che 33 mesi erano semplicemente ragionevoli perche' aderenti alla guida di riferimento federale, e la Corte suprema - in cui oggi, rispetto al 2005, siedono due nuovi giudici nominati da Bush - ha accosentito, confermando la sentenza.

*si ringrazia Claudio Giusti

Bush commuta la pena di Libby

Speciale giustizia USA

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