23 gennaio 2007

 
     

Londra , nuova inchiesta. Polizia ai politici : zitti e collaborate !
di Giulia Alliani

Qualche giorno fa, a Londra, alle 6.30 del mattino, Ruth Turner, collaboratrice di Tony Blair e direttrice delle relazioni esterne del governo, ha ricevuto un'improvvisa visita presso il proprio domicilio da parte di quattro agenti di Scotland Yard: e' stata arrestata, e poi rilasciata su cauzione, dopo sei ore di interrogatorio, nell'ambito delle indagini in corso in Gran Bretagna sullo scandalo definito "Cash for honours", un sistema per cui i partiti avrebbero ottenuto sostanziosi prestiti da alcuni personaggi in cambio del titolo di lord. Si tratta della medesima inchiesta per la quale lo stesso Blair era gia' stato sentito dalla polizia in qualita' di testimone.

Alcuni rappresentanti del governo hanno reagito con commenti e critiche. Tessa Jowell, ministro della Cultura, ha dichiarato che l'arresto della Turner, "una persona molto coscienziosa e per bene" l'aveva lasciata "piuttosto stupita", e l'ex ministro degli Interni, David Blunkett, ha messo in dubbio l'opportunita' della tattica usata dagli agenti, dicendo che la signora Turner era stata "trattata come uno spacciatore di droga" e che "da parte dalla polizia ci si attende un lavoro attento e minuzioso e non un colpo di teatro". Alla televisione Blunkett ha spiegato che "sarebbe stata comprensibile la necessita' di effettuare un raid all'alba, se ci fosse stato un pericolo di fuga, e se si fosse trattato di uno spacciatore pronto a scappare dalla finestra sul retro della casa". Infine Lord Puttnam ha definito quanto e' accaduto "roba da film".

Pare che la serie di commenti abbia irritato non poco la polizia (che in Inghilterra fa le indagini che in Italia sono condotte dal pubblico ministero) e le risposte, piuttosto pepate, non si sono fatte attendere. Ieri il Sunday Times riferiva che Sir Chris Fox, ex presidente dell'Association of Chief Police Officers, aveva ritenuto "sospetto" il fatto che tre importanti personaggi del partito Laburista, nel giro di poche ore, avessero fatto dei commenti cosi' simili. E sottolineava come la perquisizione all'alba fosse regolare e del tutto giustificata essendo l'accusa piuttosto grave (si trattava di impedimento del regolare corso della giustizia).

"Trovo davvero deprimente che i politici cerchino di infangare, esercitare pressioni, o influenzare un'inchiesta della polizia che, prima di tutto, e' stata provocata da un membro eletto del Parlamento, e che il pubblico si attende possa procedere per la sua strada senza il sospetto che la politica possa influenzarla" ha detto Fox, e ha aggiunto: "Si tratta di qualcosa di molto importante. Se un capo commissario non puo' fare le sue indagini senza questa specie di pesante pressione mediatica, comincio a temere per un paese libero e democratico. Dovrebbero tenere la bocca chiusa e aspettare il risultato".

"In questo paese nessuno e' al di sopra della legge" e' sbottato Len Duvall, un politico laburista, ora a capo della Metropolitan Police Authority, l'istituto creato a Londra per migliorare e controllare l'affidabilita' della polizia e per assicurare a tutti coloro che vivono e lavorano nella capitale inglese un trattamento corretto e rispettoso dei diritti dei cittadini. Anche Duvall, secondo il Sunday Times, raccomanda ai politici di "starsene zitti e smetterla di 'frignare e lamentarsi'" perche' "la polizia non sta cercando lo scalpo di qualche politico, e, in questo momento, le persone come Blunkett, Puttnam e Jowell, dovrebbero stare molto attente quando si avventurano in commenti di qualsiasi tipo".

"Al momento opportuno - ha spiegato Duvall - saranno rese di pubblico dominio le ragioni che giustificheranno il tipo di approccio adottato dalla polizia, e quando cio' avverra' [i politici] saranno costretti a riflettere molto attentamente su quanto hanno dichiarato nelle ultime 24 ore. E credo che faranno la figura degli sciocchi. A essere franchi, questo pasticcio l'hanno creato le persone coinvolte nella situazione. Questo atteggiamento infantile, il ripetere 'ce l'hanno con noi', mi ricorda il Grande Fratello. Pensano che la miglior forma di difesa sia l'attacco. Invece adesso, per queste persone, la miglior forma di difesa e' tacere e collaborare con la polizia per chiarire completamente questa faccenda".

Duvall ha l'appoggio di Glen Smyth, capo della Mets Police Federation che, a Londra, rappresenta 30.000 funzionari. Anche Smyth considera i commenti dei politici "particolarmente fastidiosi" e sostiene che "si rimane con la chiara e imbarazzante sensazione che stiano cercando di influenzare questa inchiesta, incoraggiando la polizia a non usare le sue prerogative nel modo in cui riterrebbe giusto impiegarle".

L'articolo del Sunday Times non e' passato inosservato e, nelle ore successive alla pubblicazione, Duvall ha chiarito il suo pensiero in un comunicato stampa, temendo che le parole contenute nell'articolo potessero venire interpretate come una dichiarazione a difesa della fondatezza delle accuse mosse dalla polizia: "Cio' che intendevo dire e' che e' sbagliato da parte di chiunque, non importa chi egli sia, cercare di interferire, o di influenzare il modo in cui la polizia procede nelle sue indagini. Coloro che hanno fatto commenti, che io considero sconsigliabili, a proposito dei recenti eventi connessi a questa inchiesta, dovrebbero riflettere su quanto possa essere ritenuto appropriato cio' che hanno dichiarato. Sanno bene che la polizia e gli atti che essa compie sono degni di fiducia, sanno che la polizia e' impegnata in un'indagine complessa e difficile, e che tutti dovrebbero collaborare pienamente".

Il testo integrale dei due comunicati stampa di Len Duvall.

Speciale Mani Pulite

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