NEW del 28 aprile 2006

 
     

Andreotti non e' stato assolto ma lo dice il telegiornale
da Vincenzo G.

Vorrei chiedere chiarezza sul caso giudiziario Andreotti. E' vero che Andreotti è stato ritenuto definitivamente colpevole di associazione per delinquere con Cosa Nostra fino alla primavera del 1980 (reato accertato, ma prescritto), mentre i telegiornali hanno diffuso che è stato assolto ???

Risponde Rita Guma

In poche ore ci sono arrivate diverse richieste come questa. La Corte di Cassazione ha confermato il 15 ottobre 2004 la sentenza del 2 maggio 2003 della Corte d'Appello di Palermo che dichiarava "non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza (...). Quanto fin qui si è venuto illustrando indica con chiarezza che la Corte ritiene che una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell'imputato verso i mafiosi si sia protratta" fino alla "primavera del 1980".

Come abbiamo gia' spiegato, peraltro, la prescrizione puo' essere data solo all'imputato per il quale non sia dimostrata l'innocenza (e vi si puo' anche rinunciare). La prescrizione del reato di Andreotti e' scattata nel dicembre 2002 e quindi se il processo d'appello fosse finito pochi mesi prima, Andreotti sarebbe stato condannato in base all’articolo 416, cioe' per associazione semplice di stampo mafioso.

Il problema e' che le sentenze riguardanti anni e anni e l'escussione di decine di testimoni sono lunghe migliaia di pagine e alcuni giornalisti - se non omettono con intenzione - sono proprio ignoranti sulla materia specifica di cui parlano con tanta nonchalance.

Nella sentenza d'appello confermata in Cassazione si legge infatti: "La Corte ha ritenuto la sussistenza:
- di amichevoli e anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l'on. Salvo Lima, ma anche con i cugini Salvo, essi pure organicamente inseriti in Cosa Nostra";
- di rapporti di scambio che dette amichevoli relazioni hanno determinato: il generico appoggio elettorale alla corrente andreottiana; il solerte attivarsi dei mafiosi per soddisfare, ricorrendo ai loro metodi, talora anche cruenti, possibili esigenze - di per sé, non sempre di contenuto illecito - dell'imputato o di amici del medesimo; la palesata disponibilità e il manifestato buon apprezzamento del ruolo dei mafiosi da parte dell'imputato";
- della travagliata, ma non per questo meno sintomatica ai fini che qui interessano, interazione dell'imputato con i mafiosi nella vicenda Mattarella, risoltasi, peraltro, nel drammatico fallimento del disegno del predetto di mettere sotto il suo autorevole controllo la azione dei suoi interlocutori ovvero, dopo la scelta sanguinaria di costoro, di tentare di recuperarne il controllo, promuovendo un definitivo, duro chiarimento, rimasto infruttuoso per l'atteggiamento arrogante assunto dal Bontate...
".

Andreotti stesso, durante la conferenza stampa del 15 ottobre 2004 convocata per commentare la decisione della Corte di Cassazione che lo riguardava, ebbe a dire: "Oggi voglio sottolineare la grande libertà dimostrata dai giudici della Cassazione: non perchè gli altri non lo siano, ma perchè in altre zone ho visto, in alcune udienze, dei condizionamenti che hanno poco a che fare con il diritto".

Dunque egli stesso riconosceva che la Corte di Cassazione aveva deliberato in modo libero e sereno. Pero' proprio quella sentenza della Corte confermava si' l'assoluzione sancita dalla Corte d'Appello di Palermo, ma anche la prescrizione (quindi ammissione) dell'associazione per delinquere semplice per i reati contestati fino alla primavera del 1980.

Speciale etica e politica

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