NEW del 24 giugno 2005

 
     

Russia condanna a nove anni di carcere un giornalista
di red

Nikolay Goshko, vicedirettore del giornale russo Odintsovskaya Nedelya, e' stato ritenuto colpevole di aver diffamato tre funzionari di Smolensk nel 2000 e percio' la condanna a nove anni di reclusione che era stata comminata e poi sospesa diventera' efficace.

Sempre piu' i governi autoritari utilizzano l'arma della penalizzazione delle offese a mezzo stampa per mettere a tacere i giornalisti.

Anche il rappresentante dell'OSCE per la liberta' nei media ha parlato di eccessiva e allarmante severita' della sentenza, paventando la possibilita' di attribuire agli operatori dei media crimini che non hanno niente a che fare con il giornalismo.

Miklos Haraszti ha percio' inviato una lettera al ministro della giustizia russo (membro dell'OSCE) scrivendo che la legge penale sulle offese a mezzo stampa era stata di rado utilizzata nella Russia democratica ed invitando Mosca a non criminalizzare la liberta' di espressione e ad unirsi agli sforzi per depenalizzare la diffamazione.

Il rappresentante OSCE si e' augurato nel suo messaggio che la sentenza di condanna del giornalista russo possa essere rivista.

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