NEW del 09 maggio 2005

 
     

Israele non libera detenuti palestinesi a causa violenze
di red

Israele ha rimandato la liberazione di 400 prigionieri palestinesi gia' prestabilita, a rischio di rendere ancora piu' fragile la tregua, con l'accusa all'ANP di non fare abbastanza per fermare le violenze.

Il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha deciso ieri di non liberare "per il momento" i detenuti, che dovevano essere rilasciati secondo gli accordi conclusi nell'incontro con Abu Maze tenutosi l'8 febbraio scorso a Sharm el-Sheikh, in Egitto " perche' Abu Mazen non ha preso nessuna misura per stroncare il terrorismo", come annunciato da un portavoce.

"Quando i palestinesi rispetteranno gli impegni presi a Sharm el-Sheikh, faremo lo stesso, ma dopo", ha aggiunto il funzionario. Il previsto incontro ministeriale israelo-palestinese sulla questione dei prigionieri si e' tenuto ieri sera senza successo.

Circa 700 Palestinesi sono stati arrestati da aprile con un ordine di detenzione amministrativo, secondo l'organizzazione israeliana per la difesa dei diritti dell'uomo B'Tselem. Tale tipo di detenzione permette di imprigionare senza processo un individuo per periodi rinnovabili di tre-sei mesi con il semplice ordine dell'autorita' militare.

Israele ha liberato un primo gruppo di 500 prigionieri a febbraio, secondo gli accordi. In precedenza i detenuti palestinesi avevano messo in atto uno sciopero della fame, coordinato fra piu' carceri, proprio per attirare l'attenzione sulla propria detenzione.

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