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DOMANDA del 18 giugno
2005
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Diritti
umani : il Falun Gong perseguitato in Cina non è una setta Ho letto con interesse il vostro articolo intitolato: Cina e censura in internet : vietato scrivere 'libertà' di Mauro Giannini pubblicato il 16 giugno. Vorrei ringraziare la vostra attenzione per il problema cinese e soprattutto parlare della libertà che in Cina è solo una parola scritta ma sconosciuta in termine di applicazione. Continuate e fate sicuramente una buona azione. Vorrei segnalare: il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa non è una setta religiosa, è un sistema di pratica meditativa cinese, che si fonda la propria radica nell'antica cultura cinese, è composto da cinque esercizi, di cui uno è meditazione. Come Tai Chi, è un'antica forma di arte per il benessere fisico e mentale e spirituale. I principi fondamentali della Falun Dafa sono Verità, Compassione e Tolleranza. E' praticato da più di 100 milione di persone in più di 60 paesi del mondo. E' ampiamente apprezzata per il suo effetto su salute e sul miglioramento della qualità morale dei praticanti. La setta è una parola diffusa dal regime comunista cinese per giustificare la sua feroce e disumana persecuzione contro queste persone innocenti. lettera firmata Risponde Mauro Giannini: Caro Amico, la parola setta, ancorche' da me inserita senza una particolare riflessione (l'accento voleva essere su "perseguitata", dato il tema dell'articolo), non intendeva avere alcuna connotazione negativa, ma semplicemente quella di maniera di vivere, linea di condotta, gruppo religioso. Mi trovo in linea con il dizionario italiano Devoto-Oli che definisce la setta come associazione caratterizzata da distinzione o separazione ideologica nei confronti di una dottrina (per il Falun Gong il Qi Gong, da cui si e' distaccata - secata), e, in senso piu' antico, "compagnia, il complesso dei seguaci di un'idea, ordine religioso (dal latino sectari, seguire un'idea)". Non siamo esperti di contenuti e pratiche del Falun Gong, anche se - rifacendosi esso in parte ad insegnamenti di Buddha - ci risulta avere riferimenti religiosi, tuttavia ne conosciamo lo spirito pacifico e sappiamo che questo, unitamente alla larga diffisione, puo' essere una grande forza che spaventa governi totalitari. Comprendiamo comunque la sua preoccupazione perche' alcuni intendono setta come un gruppo che effettua il lavaggio del cervello ai suoi adepti, plagiando le loro menti, o pensano a sette sataniche che usano riti di morte. Certo queste esistono ed infrangono anche leggi universali, ma sette o movimenti che praticano dottrine pacifiche sono invece protette dalla carta dei diritti dell'uomo e - nelle nazioni democratiche - da leggi sulla liberta' di pensiero e religione e sulla tolleranza. Sappiamo che il governo comunista cinese definisce il Falun Gong "setta malvagia" ed in tal senso ha promanato un'apposita legge, spaventato dalla presa che esso faceva anche fra le sue fila. Non era in questo senso che ho fatto riferimento al Falun Gong, e comunque sarebbe inaccettabile la persecuzione, la condanna alla carcerazione senza giusto processo, l'uccisione di una o piu' persone per qualsiasi ragione, come avviene invece in Cina. E' ovvio che in qualita' di difensori dei diritti umani e civili non possiamo che condannare energicamente la persecuzione degli aderenti al Falun Gong ed altri movimenti di pensiero non violento, ed in tal senso andava letta la mia denuncia. Per fortuna in questa condanna non siamo soli, ma vi e' un fronte ampio che va da piccole e grandi organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo ad esponenti politici e della cultura italiani e non, da autorevoli esponenti cattolici al congresso degli Stati Uniti ed al governo canadese.
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