NOTIZIARIO del 18 giugno 2005

 
     

Diritti umani : Croce Rossa Internazionale respinge accuse USA
di Mauro Giannini

Il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa Jakob Kellenberger ha rigettato le accuse di parzialita' espresse il 15 giugno in un rapporto del senato americano e si e' detto "molto fiducioso" nella prosecuzione del sostegno finanziario degli Stati Uniti.

Nel corso di una conferenza stampa, ieri, egli ha fatto rilevare come il rapporto sia stato redatto da un comitato senatoriale americano e non dall'intero governo ed ha parlato di un "dialogo" con Washington che "permette di discutere di tutte le questioni cosi' come delle nostre divergenze di vedute", ed ha aggiunto che tali divergenze "esistono".

Il presidente del CICR ha detto che il comitato "non e' al di sopra delle critiche" ed e' "aperto al dialogo", ma "il dialogo non e' l'obiettivo di questo rapporto americano". Il suo fine e' infatti, secondo il presidente della Croce Rossa Internazionale, "spargere false prove eaccuse infondate".

Egli ha insistito sull'impegno dell'organizzazione al rispetto dei principi di indipendenza, di neutralita' e di imparzialita' in modo da avere accesso a tutte le vittime" ed ha ricordato che delegati visitano piu' di 2.400 luoghi di detenzione in 80 Paesi del mondo.

Richiesto sulle condizioni di detenzione a Guantanamo e in Iraq, Kellenberger ha affermato che "il dialogo con gli Stati Uniti non e' senza risultati. Gli USA hanno tenuto conto di alcune richieste del CICR, anche se non abbiamo ottenuto tutto".

Kellenberger aveva spiegato gia' in passato che il Comitato internazionale della Croce Rossa non rende pubbliche le sue raccomandazioni ma le trasmette direttamente alle autorita' del Paese interessato e "solo in circostanze eccezionali, quando tutte le altre possibilita' di dialogo sono state esaurite e nei casi in cui la situazione umanitaria rimane grave, il CICR puo' rendere pubbliche le sue osservazioni".Non e' infatti una associazione di denuncia, ma un organismo di controllo sul trattamento dei detenuti in base alle Convenzioni di Ginevra.

Nel caso delle prigioni irachene, la Croce Rossa internazionale aveva sottolineato che non si trattava di casi isolati, ma di azioni sistematiche e "torture a tutti gli effetti". Anche riguardo a Guantanamo la CICR non aveva mancato di far sentire la sua voce sia in piu' occasioni mesi fa, sia ricordando che le denunce di violazioni del Corano durante gli interrogatori erano state ripetute e risalivano indietro nel tempo, quando la stessa organizzazione ne aveva avvisato il Pentagono.

Parlando delle torture alla Commissione dei diritti umani dell'ONU, riunita in sessione annuale a Ginevra, in marzo, Kellenberger disse che non vi e' giustificazione alcuna, neppure le ragioni di sicurezza, alle violazioni del diritto umanitario nel trattamento dei prigionieri, aggiungendo che l'esperienza ha dimostrato che spesso nei conflitti questi abusi hanno un effetto boomerang, portando ad un crescendo di violenza.

Riguardo al rapporto del Senato USA, il presidente del CICR ha comunque aggiunto "non temo una diminuzione del contributo degli Stati Uniti. Esso potrebbe anche aumentare quest'anno".

Gli Stati Uniti sono il primo donatore dell'istituzione internazionale, coprendo il 20% delle spese, seguiti dalla Svizzera, con oltre l'11% del totale.

Speciale diritti umani


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