NOTIZIARIO del 31 ottobre 2003

 
     

Il sentire comune, fra destra e sinistra
di Rita Guma

Che il governo si sbracciasse ad attaccare l'ordinanza del giudice Montanaro sul crocifisso in aula, individuando il duplice obiettivo di aggredire un magistrato e di mettersi in mostra con un segmento di elettorato generalmente considerato cospicuo, non mi ero meravigliata.

Che il ministro Castelli mandasse un'ispezione a L'Aquila ed i membri laici del CSM appartenenti alla Casa delle Liberta' chiedessero l'apertura di un fascicolo sul magistrato lo avevo persino previsto.

Ma quale stupore leggere la seguente agenzia kataweb del 30/10: "Prendendo spunto dalle polemiche sulla rimozione del crocifisso dalla scuola elementare di Ofena (L'Aquila) la Margherita chiede al governo di evitare "azioni lesive della sensibilitÓ e della cultura condivisa da una grande maggioranza" della popolazione. La richiesta Ŕ contenuta in una risoluzione presentata questa mattina alla commissione Cultura della Camera. La Margherita afferma che "la presenza del crocifisso nelle scuole rappresenta un simbolo di valori che stanno alla base della nostra identitÓ", e quindi "procedere alla rimozione del crocifisso dalle aule Ŕ un fatto di assoluta gravitÓ che contrasta ed offende la cultura e la sensibilitÓ di gran parte della popolazione italiana". "!

Intanto non e' provato che una maggioranza della popolazione italiana sia convinta dell'importanza di tenere il crocifisso in aula. Il fatto che la religione piu' diffusa sia la cattolica non implica che i suoi fedeli ritengano
a) di imporre ad altri il loro culto e i loro simboli,
b) di giudicare essenziale la presenza di un simbolo concreto del loro credo in luoghi pubblici,
c) di scavalcare un'ordinanza - la cui ipotetica illegittimita' deve essere ancora provata - solo per affermare la loro sensibilita' personale. Forse qualcuno di loro ricorda che uno dei principali precetti cristiani e' "non fare agli altri cio' che non vuoi sia fatto a te".

A conferma di cio', fra i commenti che ho ricevuto sull'ordinanza, solo una minima percentuale dissentiva dalla decisione del magistrato, anche fra i cattolici. Su questo si puo' comunque discutere. Quello che stupisce della scelta della Margherita e' l'appello al governo (!) per fermare l'azione di un giudice, esponente di una Istituzione che - come ben sanno i deputati della Margherita - e' vessata e bersagliata ogni giorno dalla maggioranza. Un atto del genere mi sembra assurdo e suicida, in questo particolare contesto storico.

I deputati della Margherita, poi, non si soffermano affatto su considerazioni di legittimita' dell'ordinanza, meditata ed in linea con il diritto internazionale e la carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, ma scavalcano ed in sostanza criticano a priori una decisione del giudice non diversamente da quanto fatto dagli avvocati ed amici di Previti in analoghe occasioni che li coinvolgevano.

Inoltre l'iniziativa e' superflua, e quindi tradisce meschine finalita' elettorali, visto che ci sono gia' due azioni governative in atto: l'ispezione del ministro Castelli (criticata dall'ANM come indebita ingerenza nella giurisdizione) e la richiesta di aprire un fascicolo a carico del giudice estensore dell'ordinanza da parte dei membri laici del CSM appartenenti alla Casa delle Liberta' (!), che hanno agito, sembra, prima ancora di leggere integralmente l'ordinanza incriminata, visto che ne hanno appena chiesto una copia.

Anche quest'ultimo atto parlamentare dimostra che le differenze fra destra e sinistra, nei fini e nei metodi, sono minime. E mi conferma nella convinzione che l'alternativa non sia questa, ma quella di un insieme trasversale di persone oneste che abbiano il senso dello Stato e della vera rappresentativita' del Parlamento e che non si facciano condizionare dalla volonta' di compiacere con qualsiasi mezzo questi o quelli.

by Bollettino Osservatorio

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