14 febbraio 2002

 
     

CONCESSIONE DI COSTRUZIONE DI OPERE PUBBLICHE ATTRAVERSO PROJECT FINANCING
di Massimiliano Trematerra

L'art.37 bis L 109/1994 dÓ la facoltÓ alla P.A. di affidare a privati, non per mezzo dell'appalto, ma per concessione, senza adeguata concorrenzialitÓ e trasparenza senza procedura di pubblico incanto, ma con una procedura "ristretta" l'esecuzione e la realizzazione di opere pubbliche senza spese per l'ente concedente, il quale cede al privato affidatario il diritto di gestire l'opera finale e di imporre agli utilizzatori dei servizi ad essa connessi un prezzo.

Il privato affidatario si procura i mezzi per l'esecuzione con un adeguato programma di finanziamento. Il tutto va letto in correlazione con l'art.31 bis L109/1994 che sottrae alla giurisdizione pi¨ incisiva del Giudice Amministrativo le controversie relative a queste concessioni, chŔ pure sono atti amministrativi, affidandole invece al Giudice Ordinario, con la "razionale" spiegazione che "le concessioni in materia di lavori pubblici sono equiparate agli appalti".

In questo modo, tutta l'attivitÓ che il concessionario aggiudicatore compierÓ, sarÓ sottratta a qualsiasi sindacato di merito ed egli si troverÓ a gestire dei poteri che in sostanza sono amministrativi senza per˛ che su questi poteri si possa esercitare quel controllo che pure esisterebbe, se fossero esercitati dalla P.A.

Insomma, lo Stato si sveste del suo manto autoritativo per cederlo a privati, scelti senza l'incanto pubblico che assicurerebbe maggiore imparzialitÓ, e questo privato gestirÓ i poteri concessigli, non dovendo rispondere del suo operato al Giudice Amministrativo, ma a quello ordinario.

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