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COMUNICATO 21 aprile
2008
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Redditi
degli Italiani on line : i risvolti negativi Alcune riflessioni riguardo alla pubblicazione delle denunce dei redditi on line. Il viceministro dell'economia (uscente) Vincenzo Visco afferma che si tratta di una questione di trasparenza e democrazia e che avviene cosi' anche negli USA, basta guardare un qualsiasi telefilm. A parte il modo risibile con cui il viceministro ritiene di "documentare" il fatto che la misura sia gia' in atto in altri Paesi, come negli USA (il che peraltro non ci risulta), rispondiamo che sarebbe effettivamente democrazia e trasparenza rendere consultabili i dati dei personaggi che ricoprono ruoli pubblici, anche per vedere di quanto siano mutate le loro entrate negli anni in cui servono lo Stato. E' invece una violazione del diritto alla privacy e talora alla dignita' per quei cittadini che denunciano un buon reddito (cui quindi lo Stato deve rispetto) e vengono invece messi alla merce' dei ladri o invece di quei cittadini che hanno (e quindi denunciano) redditi anche troppo modesti ma che riescono a mantenere comunque una parvenza di dignita'. Inoltre con i dati forniti si seminano veleni senza dare adeguati strumenti di comprensione. Per un normale cittadino, ad esempio, un reddito basso puo' essere dovuto ad un calo di lavoro (se professionista) o ad un periodo di aspettativa (se dipendente) e non e' detto che debba rendere conto al mondo intero delle sue difficolta' o scelte personali, apparendo invece magari evasore a chi non sappia delle sue questioni personali. Ora, quando perdera' il lavoro, un cittadino dovra' pure preoccuparsi di quanto potranno pensare i vicini e conoscenti guardando i dati on line della sua denuncia dei redditi. Viceversa chi abbia delle rendite o un familiare che guadagna per due dovra' temere di essere scambiato per evasore. Oltre al dato sul comune di residenza che per diversi soggetti potrebbe proprio essere un problema di tutela personale. A questo si deve aggiungere che per la pubblicazione on line l'Agenzia delle entrate avrebbe dovuto chiedere un esplicito consenso per il trattamento di dati che non ci risulta abbia chiesto (si attende sulla questione il parere del Garante, che giungera' nel pomeriggio). Come Osservatorio siamo fermi assertori del "pagare tutti per pagare meno", ma ci sembra che questa misura dell'Agenzia delle entrate non sia utile allo scopo, mentre invece possa creare malintesi o mortificazioni e conseguenti danni a molti cittadini. Ci chiediamo peraltro se non ci fossero molte altre azioni che potevano avere la priorita' rispetto a questa per assicurare maggiori entrate al fisco. ___________ NB:
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