COMUNICATO 08 aprile 2008

 
     

Castelli su caso Niero : ma ergastolo inapplicabile con rito abbreviato
di Rita Guma*

La condanna a 30 anni di reclusione per Lucio Niero, che seppelli' viva l'amante ventenne incinta al nono mese dopo un tentativo di strangolamento, ha suscitato il seguente commento da parte del leghista Roberto Castelli: «Vorrei sapere cosa si deve fare in Italia per avere l'ergastolo».

Facciamo notare che Niero e' stato processato con rito abbreviato, possibilita' che la legge concede all'imputato, su sua richiesta, se una decisione (assoluzione o condanna) risulta possibile 'allo stato degli atti', cioé in base agli elementi probatori presenti negli atti relativi alle indagini preliminari, quindi prima del dibattimento (o, eventualmente, con una integrazione probatoria, che puņ essere richiesta dall'imputato, ma che deve essere compatibile con le esigenze di economia processuale).

Il rito abbreviato comporta come conseguenze la velocizzazione del processo, la possibilita' di tenerlo a porte chiuse e la riduzione della pena. In particolare l'ergastolo e' ridotto a 30 anni.

Pertanto il giudice ha comminato a Niero il massimo della pena possibile con il rito abbreviato per l'orribile delitto commesso. Non sarebbe stato possibile comminare l'ergastolo, e questo un ex ministro della giustizia dovrebbe saperlo.

* presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

Speciale giustizia

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