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Florida: associazione per i diritti fa ricorso, non siamo terroristi
di Anna Carla Amato
Il Council on American-Islamic Relations (CAIR), un’importante organizzazione statunitense per i diritti civili dei musulmani, sospenderà le proprie attività in Florida dopo che un tribunale federale ha respinto la richiesta di bloccare la decisione dello Stato di designarla come “organizzazione terroristica”.
La sentenza del tribunale, emessa mercoledì sera, giunge in seguito alla decisione della Florida di classificare l’organizzazione ai sensi di una legge statale di recente introduzione, che consente alle autorità di imporre restrizioni e sanzioni ai gruppi così designati.
Secondo quanto riportato da NBC News, la designazione è entrata in vigore giovedì, obbligando sia il CAIR che la sua sezione in Florida a cessare le attività nello Stato.
Giovedì, il CAIR ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza, respingendo le accuse come prive di fondamento e sostenendo che la legge violi i diritti costituzionali dell’organizzazione, in particolare il diritto al giusto processo e la libertà di espressione garantita dal Primo Emendamento.
In una dichiarazione rilasciata giovedì pomeriggio, Hiba Rahim, direttrice esecutiva del CAIR in Florida, ha respinto con fermezza tale designazione, avvertendo che la normativa presenta “parallelismi profondamente inquietanti con quelli di Stati autoritari”.
Ha inoltre sottolineato che etichettare le organizzazioni non profit musulmane come gruppi “terroristici” avrebbe “conseguenze devastanti per i nostri diritti, per i nostri sostenitori e per le comunità che serviamo”.
Facendo un paragone con una storica battaglia legale che ha coinvolto il movimento per i diritti civili, Rahim ha affermato: “Anni fa, quando l’Alabama vietò alla NAACP di operare nello Stato, la Corte Suprema degli Stati Uniti emise una sentenza storica che tutelò la libertà di associazione di ogni cittadino americano”.
“Confidiamo che anche nel nostro caso i tribunali finiranno per difendere i diritti fondamentali che ci spettano in quanto americani, nonché le libertà costituzionali che proteggono ognuno di noi”.
 
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