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Trump colonizza l'Argentina con la complicità di Milei
di Gabriele Germani
Gli Stati Uniti, il più grande mercato mondiale di droghe illegali, vanno in Argentina per combattere il narcotraffico.
Apriranno a Buenos Aires il più grande ufficio di lotta al commercio di droghe nella regione, direttamente sotto il controllo del dipartimento di Stato USA. Un accordo che prevede: intelligence, scambio di informazioni, operazioni congiunte e forniture di equipaggiamento.
Ma questa è cooperazione o colonialismo?
Gli USA portano avanti la guerra contro il narcotraffico, pur essendone la principale destinazione. Le banche statunitensi lavano il denaro sporco nei paradisi fiscali e poi lo investono a Wall Street: i narcos sono clienti come tutti gli altri.
Il narcoterrorismo è la scusa del momento, prima era il terrorismo, prima ancora le armi di distruzioni di massa immaginarie in Iraq o la difesa della democrazia.
Straparlano di minaccia inventata a caso che richiede sempre la stessa risposta: più polizia, più soldati, più servizi segreti, più imperialismo.
Ma se il problema reale non sono i narcos, contro chi verrà usato questo dispositivo di repressione? Contro i lavoratori, gli scioperanti, le persone che protestano, le sinistre, i movimenti sociali ed ecologisti.
Con la complicità di Milei, gli USA vanno a difendere l'imperialismo e gli interessi di banche e multinazionali nella regione.
 
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