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Torino: otto anni di violenze e minacce razziste
di Soumaila Diawara
«Siamo in Italia, comandiamo noi». È con questa pretesa di superiorità che, secondo le accuse, un uomo avrebbe perseguitato per otto anni una famiglia di origine marocchina a Torino, tra minacce di morte, aggressioni, auto danneggiate e tende incendiate.
Una violenza ripetuta, accompagnata da insulti razzisti, che ha portato il giudice a disporre il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico e l’allontanamento dell’uomo dalla propria abitazione.
Questa vicenda dimostra quanto il razzismo possa trasformare la vita quotidiana in un incubo, persino dentro casa propria.
Non è una semplice lite tra vicini quando entrano in gioco odio, intimidazioni e discriminazioni legate alle origini.
L’Italia non appartiene a chi si sente padrone degli altri. Nessuno ha il diritto di minacciare, umiliare o perseguitare una famiglia perché ha origini diverse.
La casa dovrebbe essere un luogo sicuro, non una prigione costruita dall’odio razzista.
 
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