 |
Sostituzione etnica
di Francesco P. Esposito *
Mentre guardi il ragazzo che ti consegna la pizza, qualcuno compra il palazzo in cui abiti.
A Milano un bilocale costa 300 mila euro. Fa 150 mila a stanza. Con quei prezzi, il figlio dell’operaio nato in Barona non ci vive più.
E nemmeno Ahmed, che alle sei di mattina pulisce gli uffici di Porta Nuova e di notte dorme in sei in una stanza a Sesto.
Stessa espulsione, stesso meccanismo. Cambia solo il colore del passaporto.
Ed è qui che la teoria della “sostituzione etnica” fa il suo lavoro sporco: ti convince che il nemico è quello che dorme nel letto accanto al tuo. Così non guardi chi possiede il muro.
Io faccio il criminologo. Studio dove va il denaro quando non vuole farsi trovare: capitali dalle origini opache, fondi, finanza ombra che compra mattoni per parcheggiare soldi, non per abitarli.
Quella è la sostituzione vera, e non è etnica. È di ceto. Non ha una faccia da fotografare, ha un codice fiscale schermato.
Il Decreto Sicurezza manda i carri armati a guardare il tossico con le croste in stazione. Lui non sposta un euro. Chi sposta miliardi non lo guarda nessuno.
La teoria della sostituzione etnica è il miglior regalo mai fatto ai fondi immobiliari. Ti tiene a litigare con il vicino mentre loro firmano.
Vuoi sicurezza? Tracciabilità dei titolari effettivi di ogni compravendita.
Lì si ripulisce Milano.
* Criminologo forense, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio
 
Dossier
diritti
|
|