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WP: democratici minacciano maggioranza repubblicana al Senato
di Rico Guillermo
I Repubblicani temono sempre più che i Democratici possano riconquistare il controllo del Senato statunitense nelle elezioni di metà mandato di novembre, limitando potenzialmente la capacità del Presidente Donald Trump di portare avanti il suo programma, far confermare le nomine dei giudici e rimodellare il governo federale durante i suoi ultimi due anni di mandato; lo riporta il *Washington Post*.
I sondaggi recenti suggeriscono che i Democratici potrebbero conquistare entrambe le camere del Congresso, ottenendo così un maggiore potere per bloccare le nomine di Trump e indagare sulla sua amministrazione e sulla sua famiglia.
Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha avvertito che, se dovessero assumere il controllo, i Democratici punterebbero ad aumenti delle tasse e a quella che ha definito un'"agenda socialista".
I Repubblicani sono particolarmente preoccupati che i Democratici possano bloccare un candidato di Trump qualora si rendesse vacante un seggio alla Corte Suprema. Il senatore democratico Ruben Gallego ha affermato che il suo partito dovrebbe seguire il precedente stabilito dall'ex leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, il quale nel 2016 bloccò il voto di conferma per Merrick Garland, il candidato scelto dal Presidente Barack Obama.
"Lo standard è stato fissato da McConnell, almeno per quanto riguarda i giudici della Corte Suprema, e credo che dovremmo attenerci a quel criterio", ha dichiarato Gallego.
Anche l'ex Presidente Barack Obama ha esortato i Democratici a riconquistare il Senato, sostenendo che i giudici federali hanno svolto un ruolo importante di contrappeso nei confronti di Trump. Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha promesso di opporsi a quelli che ha definito "giudici MAGA" qualora i Democratici tornassero al comando.
I Democratici stanno preparando indagini su Trump, sulla sua famiglia e sulla sua amministrazione, ma alcuni membri del partito sostengono che il costo della vita debba rimanere una priorità centrale in vista delle elezioni presidenziali del 2028.
Il senatore della Virginia Tim Kaine ha discusso di provvedimenti legislativi che potrebbero essere approvati tramite la procedura di "riconciliazione di bilancio" (*budget reconciliation*), un meccanismo che consente ad alcune leggi di natura economica di aggirare l'ostruzionismo (*filibuster*) al Senato. I Democratici potrebbero utilizzarla per attuare misure contro il caro-vita e per annullare i tagli repubblicani a Medicaid e ai programmi di assistenza alimentare.
"Dobbiamo agire da prlamentari, non limitarci a erigere barriere contro Trump", ha detto Kaine. "Se avessimo il controllo di entrambe le camere, dovremmo usarlo per realizzare ciò che abbiamo promesso agli elettori".
Anche ottenendo il controllo del Congresso, i Democratici si troverebbero comunque di fronte a dei limiti. Il regolamento del Senato richiede 60 voti per far avanzare la maggior parte dei provvedimenti legislativi e Trump potrebbe porre il veto sulle leggi che giungono alla sua scrivania. Il presidente ha minacciato di bloccare le iniziative legislative dei Democratici, ma ha anche lasciato intendere di poter negoziare con il partito.
I Democratici devono conquistare quattro seggi al Senato per ottenere la maggioranza, inclusi almeno due in stati vinti da Trump con margini a doppia cifra nel 2024. I sondaggi indicano sfide combattute per diversi seggi attualmente in mano ai Repubblicani, ma i Democratici potrebbero comunque non raggiungere l'obiettivo.
I Repubblicani hanno avvertito che un Senato a guida democratica potrebbe portare a lunghe battaglie per le conferme delle nomine, a uno stallo legislativo e alla paralisi delle attività governative (*shutdown*).
"Si verificherebbe un blocco totale", ha dichiarato il senatore Josh Hawley del Missouri, prevedendo che le nomine per la magistratura e l'amministrazione potrebbero essere ostacolate e che l'approvazione del bilancio potrebbe fallire.
Alcuni Democratici, tuttavia, hanno affermato che valuterebbero le nomine di Trump caso per caso, anziché respingerle tutte a priori. Il senatore Peter Welch del Vermont si è detto disponibile a confermare candidati qualificati, sostenendo che la possibilità di ottenere un sostegno bipartisan dipenderà dalle scelte dell'amministrazione.
 
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