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Burkina Faso decolonizza i programmi scolastici
di Anna Carla Amato
Il Burkina Faso sta riscrivendo ciò che i suoi giovani imparano sul proprio passato.
Il governo militare del Paese ha dichiarato di aver avviato, a partire da quest'anno scolastico, un processo di "decolonizzazione" dei programmi di storia, geografia ed educazione civica nelle scuole secondarie.
Moumouni Zoungrana, Ministro dell'Istruzione secondaria e della Formazione professionale e tecnica, ha illustrato la riforma mercoledì, durante un evento governativo a Ouagadougou. Ha spiegato che la revisione eliminerà le espressioni che, a suo avviso, trattano gli africani come bambini o animali, e introdurrà nuovi capitoli incentrati sui valori del Paese.
Secondo il ministro, i vecchi libri di testo riducevano la popolazione burkinabé a mero oggetto, trascurando le vittorie e soffermandosi invece sulle sconfitte.
Le modifiche riguardano storia, geografia ed educazione civica.
Zoungrana aveva annunciato la revisione già a settembre ma i nuovi libri di testo non sono ancora stati stampati.
Gli insegnanti hanno ricevuto un opuscolo ministeriale che elenca i termini da abbandonare e i capitoli da rimuovere o aggiungere.
I colonizzatori europei non saranno più definiti "esploratori" ma "invasori".
I leader della resistenza africana, un tempo dipinti come tiranni o barbari, saranno presentati sotto una nuova luce.
Il Burkina Faso è stato una colonia francese fino all'indipendenza, ottenuta nel 1960.
Il Paese è oggi guidato dal capitano Ibrahim Traoré in seguito al colpo di Stato militare del settembre 2022.
 
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