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10 ottobre 2026
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Nostalgici
di Saverio Ricci

Aiutatemi a capire.

Noi italiani, e precisiamo prima di tutto che non siamo razzisti, vogliamo remigrare solo gli immigrati che delinquono. Ok, la legge lo prevede già quindi basta applicarla. Discorso chiuso.

Ma poi noi italiani, che non siamo razzisti, vogliamo remigrare quelli che non vogliono lavorare. Ottimo, la Bossi-Fini ritiene clandestini quelli che non hanno permesso di soggiorno e contratto. Problema risolto. Dovrebbero già essere a casa loro.

Ma poi noi italiani, che non siamo razzisti, vogliamo remigrare quelli che non si vogliono integrare. Ok lavoriamo in questa direzione.

Il nostro programma di integrazione prevede: esclusione degli immigrati dalle graduatorie per le case popolari e i vari sussidi, obbligo di consumare carne di maiale nelle mense e di festeggiare il Natale, divieto di portare il velo, divieto di preghiera in luoghi pubblici e ovviamente di costruzione di moschee, divieto di candidarsi alle elezioni, divieto di cittadinanza, discriminazione a scuola con quote assegnate e rischio per i genitori che non sanno l'italiano di perdere la patria potestà.

Nel frattempo l'informazione martella h24 contro gli immigrati, qualcuno li insulta per strada, la polizia li controlla dieci volte di più degli italiani, la politica li accusa di tutti i mali del mondo.

Immagino che l'integrazione si favorisca facendo un passo da entrambe le parti verso l'altro. Tanto che a New York e a Londra ci sono e ci sono stati sindaci musulmani e anche di origine italiana. Altrimenti si creano solo ghetti. E i ghetti sono sempre pericolosi. Molto pericolosi.

La più grande stupidata alla quale fanno riferimento i patridioti autoctoni per sostenere le loro teorie islamofobe è che i musulmani ci avrebbero imposto di togliere i crocifissi dalle scuole.

Niente di più falso. Gli obblighi li mettono al massimo i nostri governi cristiani (vedi l'inesistente burqa) non porgendo l'altra guancia.

Per quanto riguarda il crocifisso (oggi presente in almeno il 50% delle classi), l'obbligo originario risale ai Regi Decreti del periodo fascista (del 1924 e del 1928), i quali non sono mai stati formalmente abrogati da una legge dello Stato.

Tuttavia, la giurisprudenza moderna afferma che "spetta al singolo istituto scolastico e al dirigente decidere, tramite il dialogo con le famiglie e la comunità scolastica, cercando un accordo ragionevole che rispetti la laicità dello Stato e la libertà di coscienza".

Nostalgia canaglia.


per approfondire...

Dossier diritti

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