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10 ottobre 2026
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Melonellum forza la Costituzione
di Antonio Greco *

La nuova legge elettorale, ovverosia l’apripista per il passaggio ad un nuovo modello istituzionale: da una democrazia costituzionale ad uno Stato autoritario, da uno Stato di diritto a uno Stato d’eccezione.

Con un premio di maggioranza sproporzionato, chi vince può governare senza contrappesi. Parlamento, organi di garanzia e istituzioni di controllo finiscono sotto la stessa influenza, svuotando la separazione dei poteri e alterando l’equilibrio democratico.

Le nuove forze politiche, prive delle strutture organizzative e territoriali dei partiti già presenti in Parlamento, si troverebbero di fatto escluse dalla competizione elettorale, con una grave limitazione del pluralismo politico e della partecipazione democratica.

I capilista bloccati rappresentano lo specchietto per le allodole di una riforma che, dietro l’apparente restituzione del potere di scelta agli elettori, rafforza in realtà il controllo delle segreterie di partito.

Una lista unica nazionale (il cd Listone) con candidati selezionati e graduati centralmente, svuota il principio costituzionale secondo cui il “Senato è eletto su base regionale”.

Le coalizioni devono indicare la persona proposta per l’incarico di presidente del consiglio è incompatibile con le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica.

Con una furbata la legge prevede che “le prerogative del capo dello Stato saranno rispettate”.

La parità di genere? Dimenticata!

“Questa legge tenta di modificare, attraverso il sistema elettorale e senza una revisione costituzionale, gli equilibri della nostra forma di governo parlamentare”. (Gaetano Azzariti).

Furba questa destra estrema che sta svuotando piano piano il nostro assetto democratico fondato sulla Costituzione. Proprio quel documento che hanno dovuto subire ottant’anni fa e che continuano a non riconoscere nei fatti.

Voglio pensare che il Presidente della Repubblica abbia promulgato subito la legge, senza rinviarla alle Camere, per consentire alla Corte costituzionale di pronunciarsi prima delle elezioni.

* componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio


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