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L'appuntamento
di
Elisa Fontana *
Da una settimana 1550 studenti sono accampati davanti alla Statale di Milano per protestare contro gli sfratti degli studenti e l’impossibilità di altri di entrare in possesso delle loro stanze.
Il collettivo Cambiare Rotta ha prima fatto un presidio per sostenere Enrico, uno studente fuorisede della Statale sfrattato dal Campus Martinitt perché la Regione ha cambiato in senso più stringente i requisiti previsti, ottenendo il fermo dello sfratto. Ma la lotta maggiore del collettivo riguarda i 1559 vincitori idonei ma non beneficiari di un posto letto a prezzi accessibili.
Cosa vuol dire la splendida formula “idonei non beneficiari”? Che hanno vinto il concorso, che hanno tutti i requisiti richiesti ma, molto semplicemente, quei posti letto non ci sono. E ancor di più ha il sapore della beffa quanto dichiarato qualche giorno fa dalla ministra Bernini circa gli oltre 60 mila posti letto disponibili.
Cambiare Rotta sottolinea come non solo i posti letto siano solo la metà, ma che saranno disponibili dal 2027. E nel frattempo cosa faranno questi 1559 vincitori di posti letto fantasma? Acquisito il fatto che è impossibile sostenere la spesa per l’affitto di una camera a Milano anche nei tanti sbandierati studentati, cosa faranno? Li ospiterà la ministra Bernini al ministero?
Il Collettivo ha chiesto, dunque, la cosa più logica da farsi in questi casi: un incontro con la rettrice della Statale Marina Brambilla per illustrare la grave problematica e averne qualche riscontro. Il risultato è stato il totale, assoluto e definitivo silenzio, come se le tende davanti al rettorato non esistessero e i ragazzi non avessero dignità di interlocutori.
Preso atto del silenzio istituzionale anche davanti ad un presidio attendato davanti al Rettorato, Cambiare Rotta si è trovato costretto ad intercettare la rettrice alla fine di un evento pubblico, quando stava andando via. La scena è sgradevolissima, davanti ad un ragazzo che pacatamente e civilmente le chiede un appuntamento per poter parlare dell’emergenza abitativa, la rettrice non solo fa mostra di non vedere e sentire nessuno, come se davanti avesse un ectoplasma, ma gira platealmente le spalle al ragazzo, raccatta dei fogli e senza battere ciglio si avvia all’uscita, mentre una zelantissima collaboratrice redarguisce il ragazzo che non era quello il luogo per contattare la rettrice.
Il rappresentante di Cambiare Rotta ha sottolineato alla zelantissima che avevano provato le vie istituzionali senza successo e che pertanto non era rimasto altro che intercettarla in luoghi pubblici, ma la cosa veramente scandalosa è ben altro. Lasciamo andare il silenzio indifferente con il quale sono state accolte le richieste di incontro da parte dei ragazzi, e già questo di per sé sarebbe gravissimo, perché un rettore non è un monarca assoluto che decide a suo insindacabile giudizio a chi dare augusta udienza e a chi no.
Ma la cosa veramente indigeribile è l’arroganza, la iattanza, la totale indifferenza verso quel ragazzo che le parlava, come se non ci fosse nessuno davanti a lei, fino all’insulto finale di girargli le spalle e poi andarsene piantandolo lì nelle mani della zelantissima e mandando poi la sicurezza a sloggiarlo.
Ma peggio del buco è la toppa del comunicato successivo della Statale: “Il video pubblicato dagli studenti è una parte del tutto. La rettrice, quando è stata fermata dagli studenti e incalzata, si trovava a un evento pubblico. In quel momento non era di certo disponibile a parlare". Nessuno le chiedeva di parlare lì in quel momento, ma le chiedevano solo un appuntamento, cosa che avrebbe potuto fare comodamente nelle opportune sedi se solo si fosse degnata di rispondere alle richieste fattale precedentemente.
E vedere una rettrice dare le spalle ad uno studente facendo finta di non vederlo e non sentirlo e andarsene senza fare un plissé non depone affatto bene sulla contezza dei suoi compiti e sulla sua sensibilità istituzionale. Perché se da sette giorni i ragazzi sono accampati fuori dalla sua porta chiedendoti un incontro, non si risponde prima con il silenzio e l’indifferenza e poi, vista la cattiva figura rimediata, offrendo un incontro con il direttore generale, come se parlare con lei fosse una richiesta inusitata.
Sa, rettrice, vorremmo solo ricordarle che la monarchia in Italia l’abbiamo abolita nel 1946. E senza nessun rimpianto.
* Coordinatrice Commissione Politica e questione morale dell'Osservatorio
 
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