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Adolf, l'acquarellista amante della poesia
di Rossella Ahmad
Mentre le nostre pagine sul 7 ottobre vengono sistematicamente oscurate e/o cancellate, i post listati a lutto dei mentecatti della politica e del giornalismo ci appaiono tutti, e tutti confluiscono nell'enorme flusso dell'infodemia, specificatamente selezionata dall'algoritmo per convogliare una narrativa a senso unico.
La sacralizzazione delle date feticcio dell'Impero. Giusto due, forse tre, a ribadire il diverso valore dato al sangue umano dai suoi apologeti, i colonialisti fuori tempo massimo.
Stabiliscono loro quale sangue piangere e perché. Molto calzante la considerazione del teorico anti-coloniale Aimé Césaire: il grande crimine di Hitler non consiste nelle azioni commesse, ma nell'averle commesse contro l'uomo occidentale.
Fossero state perpetrate contro gli umtermenschen, sarebbe morto in pace nel suo letto, come tutti i colonialisti della storia.
"È mancato all'affetto dei suoi cari l'acquarellista Adolf, amante della poesia e degli animali".
Mi riallaccio a questo punto ad una delle paranoie dell'ex dissidenza malamente naufragata sulle rive di Gaza. L'establishment continua ad essere blindatissimo, bellezze.
Sono i popoli, i giovani, che si stanno ridestando dal coma indotto. E lo fanno perché hanno compreso che c'è della distopia in questo mondo, se nelle piazze britanniche si può inneggiare al genocidio in nome della libertà di espressione mentre quando chiedi giustizia e libertà per i palestinesi vieni arrestato e trascinato sul selciato come un reietto. Anche se anziano e disabile.
Se in Francia Yoel Ohnona, un francese/israeliano - ovviamente la definizione non è corretta, ma non so in quale modo definire i disagiati che, dal loro paese, si riversano a Gaza per torturare ed uccidere i nativi - che si era vantato su Instagram delle torture inflitte a palestinesi disarmati, non incorse in nessuna sanzione, mentre la prima infermiera francese che aveva operato a Gaza sì.
Se in Italia, il ventre molle d'Europa, viene applaudito per venti minuti il film su Hind Rajab mentre nel chiuso delle camere decisionali saltano contratti e collaborazioni per gli artisti che si espongono per la Palestina, come denunciato dall'attrice Anna Foglietta.
Dove abbiano visto il sistema genuflettersi per Gaza, in quale modo il Soros del piano kalergi - uno dei loro pochi incubi - si innesti nella questione palestinese che del piano kalergi rappresenta l'antitesi, e quante brutture - nella forma di commenti esteticamente e ortograficamente brutti - dobbiamo ancora leggere sulla Resistenza palestinese, finita sulla bocca di Trottolino44, che gli si possa cioncare la lingua, sulle manifestazioni popolari e sulle imprese delle Flotille, sbertucciate da una manica di disagiati che non hanno compreso né il senso profondo, in divenire, delle proteste né il filo rosso che lega gli eventi, di cui Gaza rappresenta il culmine e la palestinizzazione dell'occidente l'obiettivo.
Un ministro israeliano ha molto recentemente dichiarato che chi sventoli un vessillo palestinese dovrebbe essere condannato a morte.
Non sottovalutiamo le parole di questi mostri malvagi. Ricordiamocene, anzi, quando il sangue inizierà a scorrere anche nelle strade europee.
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