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02 ottobre 2026
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Daniele Beccari, licenziato e morto in auto
di Santina Sconza

Mia Repubblica democratica fondata sul lavoro, perché se si perde il lavoro si muore in un'auto.

Così recita solennemente l'articolo 1 della Costituzione: 'L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro'. Articolo dibattuto per giorni e giorni dai Padri e dalle Madri Costituenti perché volevano che il popolo italiano avesse il diritto al lavoro.

Ma in Italia si muore perché dopo una malattia perdi il lavoro e a 58 anni è difficile che qualcuno ti assuma.

È accaduto a Daniele Beccari, originario di Guastalla.

Beccari aveva lavorato in passato come guardia giurata, poi la malattia e la perdita del lavoro lo avevano lasciato senza risorse. Non aveva più casa, aveva solo l'auto che gli serviva per dormirci la notte.

Una signora gli aveva regalato una bici per potersi spostare e cercare un lavoro, per lui era arrivata anche una possibilità di ripartire: aveva trovato lavoro in un emporio solidale. È morto dentro l'auto per un malore.

In una Repubblica democratica fondata sul lavoro si può morire in un'auto perché si è disoccupati?

Quanti sono i licenziati in questo periodo di crisi economica e di guerre in Italia?

Quante sono le persone che dormono in auto o su una panchina che hanno perso tutto?

Quante sono le persone che ogni giorno umiliate si recano alla Caritas per aver cibo?

Quante persone sono sdraiate sui marciapiedi al freddo con una coperta addosso?

Si passa in fretta, si dà un'occhiata, per chi ha le buste piene sono dei poveri disgraziati, non ci si avvicina, non ci si parla, se poi quel giorno sei felice getti una moneta, così tanto per fare una buona azione.

La politica, i politici che investono in armi si chiedono perché sono aumentati i disoccupati?

I sindacati che celebrano gli anni della loro nascita, scendono in piazza per denunciare la chiusura delle fabbriche, l'aumento della inflazione e dei prezzi, i licenziamenti e la grave crisi economica figlia della guerra.

Indaffarati tutti ad andare in tv a blaterare di diritti, ad incolparsi a vicenda, si chiedono quanto vale la vita di un uomo o di una donna licenziati?

Sono quelli che hanno puntato il dito contro il reddito di cittadinanza, sono quelli che starnazzano di voler la guerra per salvare l'Europa dalla Russia.

Sono quelli che preferiscono investire in acquisto di armi per compiacere l'USA e far morire di fame il popolo.

Sono quelli che la Costituzione è carta straccia, difendono lo scranno e creano un mondo illusorio dove tutti sono felici, tutti sono occupati e più ricchi.

Si perché la colpa è sempre degli altri: la colpa è di chi, stanco di sperare che le cose cambino, non va più votare.

I sindacati non sono quelli francesi che si mobilitano, i lavoratori non sono quelli francesi che solidarizzano tra di loro. Noi italiani siamo un popolo dormiente ed individualista, aspettiamo la raccomandazione dai sindacati o dai politici, sempre pronto a toglierci la coppola davanti ad un potente.


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