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Caso Cornell: governatrice nomina inquirente per indagare davvero
di Aurora Gatti
Letitia James guiderà l'indagine di New York sul caso dei "Cornell 7", gli uomini che avrebbero drogato e stuprato di gruppo Jane Doe (un nome fittizio che negli USA viene adoperato per non rivelare quello della vittima).
La governatrice Kathy Hochul ha appena sottratto il caso al procuratore distrettuale locale, il quale ammette di non aver mai indagato né incriminato nessuno dei sette presunti stupratori.
La Procuratrice Generale James assume l'incarico di procuratrice speciale e potrà sottoporre la questione direttamente a un grand jury.
All'1:42 di notte, mentre Jane Doe si trovava al piano superiore della casa della confraternita Chi Phi, uno degli uomini scrisse nella chat di gruppo che c'era "figa gratis di sopra".
"Il negozio è ancora aperto?" chiese qualcuno.
"Sì."
"Cioè, puoi entrare e tirarlo fuori?".
Poi qualcuno le scattò una foto nella stanza in cui la tenevano e la inviò a tutti i 57 membri della Chi Phi.
Secondo la sua denuncia, la stuprarono a turno fino alle 5:45 del mattino.
Due giorni dopo, uno degli uomini le inviò un messaggio scusandosi per "come sono andate le cose", dicendo che lui e un altro ragazzo si sentivano in colpa per essere stati troppo ubriachi per "fermare tutto e cacciare la gente prima che la situazione degenerasse completamente".
Tre settimane più tardi, lei disse alla polizia del campus: "Posso affermare con assoluta certezza di essere stata stuprata".
Il procuratore distrettuale Matthew Van Houten sostiene che nessuno gli abbia mai consegnato la trascrizione; la Cornell afferma invece che era stata condivisa con il suo ufficio.
Durante un'udienza interna al campus, lei dichiarò: "Mi sentivo come una preda. Mi sentivo circondata da leoni".
La Cornell espulse due degli uomini. Agli altri cinque fu concesso di rimanere all'università, a patto di scrivere un saggio.
Lei abbandonò gli studi.
"Fratello, lo sanno tutti", scrisse a Matthew Ingalls quattro giorni dopo il presunto stupro di gruppo. Lui era un suo amico, nonché colui che aveva fatto entrare gli altri nella stanza.
Disse che non riusciva a fare altro se che dormire e piangere tutto il giorno, che la sua reputazione era distrutta e che provava una "vergogna profonda".
Le rispose che la cosa si sarebbe "sgonfiata presto", dato "quanto velocemente si diffondono le sciocchezze in questa scuola", e che non aveva nulla di cui vergognarsi...
 
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