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Una realtà che ci fa vergognare come uomini
di
Rinaldo Battaglia *
«Dopo aver passato a Podgorica un paio di giorni ci siamo mossi verso un passo poco lontano, dove i partigiani hanno attaccato una delle nostre colonne.
Trentotto veicoli erano stati distrutti, i guidatori e la scorta massacrati - tutti quanti! I loro corpi erano mutilati.
Un ordine viene fatto circolare: due giorni di carta bianca. Abbiamo distrutto o almeno siamo presenti mentre viene distrutta qualsiasi cosa incontriamo sulla nostra strada.
I nostri “veci” sono i principali esecutori. Noi siamo scioccati e inorriditi dalle grida dei soldati e dal terrore degli abitanti impotenti…
Questa è la prima indimenticabile esperienza di una realtà che ci fa vergognare come uomini».
Sono memorie tratte dal diario di un giovane alpino italiano anonimo in terra di Jugoslavia (primi di ottobre 1942).
No. Non erano, qui, i nazisti a Marzabotto o a Sant’Anna di Stazzema coi fascisti a supporto e guida.
No. Eravamo solo noi in Montenegro ai tempi del generale Alessandro Pirzio Biroli, militare convinto e fascistone fanatico, più volte premiato dal Duce e persino dal Fuhrer.
Ma non diciamolo a nessuno e raccontiamoci solo dei crimini subiti. Foibe slave comprese. Fa più audience, porta più voti. È più patriottico.
E oggi in tutte le guerre disperse nel mondo è cambiato qualcosa?
1 ottobre 2026 - 84 anni dopo
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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