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Accademia delle scienze colpita a Kiev coinvolta in ambito militare
di Francesco Dall'Aglio
In primo luogo, naturalmente, la mia solidarietà umana e professionale ai colleghi e al personale amministrativo dell'Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina (ANSU), istituzione “sorella”, come tutte le altre Accademie, dell'Accademia delle Scienze di Bulgaria per la quale mi pregio di lavorare e alla quale siamo legati da trent'anni di accordi bilaterali a vari livelli (senza contare ovviamente quelli del periodo sovietico).
L'attacco di ieri ha avuto conseguenze molto gravi, incluse due vittime, e ha provocato la distruzione di un edificio storico (al link 1 la sua storia): di tutto questo, ovviamente, non si può che essere rammaricati. Nello stesso giorno a Kiev sono state colpite infrastrutture di telecomunicazione e di distribuzione di carburante, i datacenter di Ukrtelecom e DreamLine e l'aeroporto militare di Vasylkiv: dando per scontato che l'attacco sia stato intenzionale e non la conseguenza di un drone finito fuori rotta (l'edificio si trova molto vicino al datacenter di Ukrtelecom), è naturale chiedersi come mai sia stato colpito anche l'edificio dell'Accademia.
L'idea che la Russia abbia “attaccato la cultura” o “attaccato la scienza” ucraina è ovviamente una sciocchezza. Le Accademie, come del resto le università, sono strutture diffuse sul territorio e l'edificio colpito era il palazzo della Presidenza dell'ANSU, che non ospitava né laboratori né aule né biblioteche né centri di ricerca ma gli uffici della presidenza, della vicepresidenza e le segreterie di vari dipartimenti, per un totale di un centinaio di dipendenti: fortunatamente l'attacco è avvenuto durante la pausa pranzo, altrimenti il bilancio delle vittime sarebbe stato sicuramente molto più alto.
Non è stato quindi né un attacco alla “cultura” né un attacco a laboratori che fabbricavano o ricercavano qualcosa di legato al comparto militare. L'Accademia, ovviamente, è attivamente coinvolta nel settore della difesa e in questo non c'è nulla di straordinario. Tutte le università e tutti i centri di ricerca come le Accademie collaborano con il settore militare dei rispettivi paesi, e non solo quelli. Può non piacere ma è un fatto, e siccome dal settore militare viene una fetta non piccola dei finanziamenti, è un argomento sul quale si preferisce glissare.
Il coinvolgimento dell'Accademia nella ricerca per uso militare è chiaramente aumentato moltissimo dopo il 2022: nel rapporto 2020/2025 si legge che 58 istituti dell'ANSU hanno presentato alle Forze armate, al Ministero della Difesa e all'industria della difesa più di 250 progetti di interesse militare, e tra le attività figura anche la partecipazione al programma statale per lo sviluppo delle armi missilistiche.
Per quanto riguarda il 2026, stando a un'intervista rilasciata dal Direttore dell'Accademia, Anatoliy Zagorodniy, oltre 40 istituti dell'Accademia lavorano nel programma di ricerca scientifico-tecnologica progettando “soluzioni per i sistemi senza pilota, le contromisure elettroniche, l'analisi visiva dei dati, i nuovi materiali e le tecnologie speciali, già in fase di test sul campo e in uso presso le Forze Armate ucraine”.
Potrebbe essersi trattato dunque di una rappresaglia per il ruolo importante che l'ANSU ha assunto nel comparto militare. È un'ipotesi sensata, ma i nomi delle due vittime aprono altri scenari. Il drone russo ha colpito il terzo pieno dell'edificio, centrando in pieno l'ufficio di un alto dirigente dell'ANSU che per molte ore è stato dato per disperso finché il suo corpo non è stato recuperato. Si tratta di Valeriy Kotenko, dottore di ricerca in fisica e matematica, Primo Vice Segretario Scientifico Capo dell'ANSU e capo del Dipartimento scientifico-organizzativo.
Al secondo piano, esattamente sotto l'ufficio di Kotenko, c'era invece l'ufficio di Volodymyr Horbulin (la seconda vittima è la sua segretaria, Nataliya Bukalo). Horbulin, che è rimasto ferito nell'attacco, è il vicepresidente dell'ANSU, l'ex segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell'Ucraina e, sostanzialmente, una leggenda.
Ha 87 anni (è nato a Zaporizhija nel 1939), tra il 1962 e il 1977 è stato tra gli sviluppatori della famiglia di razzi e veicoli spaziali Kosmos e tra il 1977 e il 1990 ha lavorato al Comitato Centrale del Partito Comunista Ucraino, occupandosi della gestione del programma spaziale. Dopo la dissoluzione dell'URSS è stato capo della sottodivisione del complesso difesa, comunicazioni e macchine del Consiglio dei Ministri dell'Ucraina e nel 1992 è stato nominato direttore generale dell'Agenzia Spaziale ucraina che, fino al 2014, lavorava insieme a quella russa e lanciava dai cosmodromi di Bajkonur e Plesetsk. Nel 1994 è stato nominato consigliere presidenziale per le questioni di sicurezza nazionale e dal 1996 al 1999 è stato il segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa.
È co-autore di due documenti fondamentali per la difesa ucraina, il “Concetto di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina” e il “Programma statale per la costruzione e lo sviluppo delle Forze Armate dell'Ucraina” e dal 2000 a oggi è stato di un nugolo di uffici per la sicurezza nazionale, tra cui l'Istituto nazionale di studi strategici e il consiglio di sorveglianza di Ukroboronprom. In una sua intervista del 2025 dice che l'Ucraina deve dotarsi di un sistema missilistico e antimissile proprio e che dovrebbe cercare, d'accordo con i paesi dell'Europa occidentale, di dotarsi di armi nucleari.
Non abbiamo ovviamente alcuna certezza o indizio che si sia trattato di un attacco mirato contro Horbulin, né sappiamo se nel suo ufficio, al momento dell'impatto, ci fosse qualcun altro (magari, sospettano i complottisti, il vero bersaglio dell'attacco). Come sempre, dobbiamo limitarci a notare le coincidenze.
 
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