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Nazisti e fascisti li sterminarono
di
Rinaldo Battaglia *
CLAUDIO PASELLI: 2 ANNI, STERMINATO CON LA MADRE E L'INTERA FAMIGLIA DAI NAZISTI E DAI LORO SERVI FASCISTI.
«Due anni appena e un'intera dinastia contadina spazzata via a San Martino di Casaglia: la barbarie delle SS e dei ratti neri della GNR che guidarono il massacro di Marzabotto.»
Nato il 5 settembre 1942, Claudio Paselli era un bambino di soli due anni cresciuto tra le montagne di Marzabotto. Il 29 settembre 1944, la furia disumana dell'operazione di sterminio condotta dalle forze nazifasciste lo travolse in località San Martino di Casaglia, nel cuore dell'eccidio di Monte Sole.
Claudio fu brutalmente assassinato insieme alla sua mamma, Anna Ventura. Ma l'odio cieco dei carnefici non risparmiò nessun ramo della sua famiglia: nel corso del massacro vennero trucidati anche la nonna paterna Ester Pantaleoni, lo zio Armando Ventura, le zie Fedelia e Malvina Paselli, lo zio Dante Paselli con la moglie Anna Naldi e il loro piccolissimo Franco, la zia Elisabetta Salvador e la figlioletta Anna Paselli.
Un intero nucleo familiare, fatto di donne, anziani e bambini, venne cancellato per sempre in poche ore di terrore sistematico.
Ad affiancare le SS del boia Walter Reder in quella carneficina ci furono i fascisti italiani della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) e i delatori locali. Cani da guardia in camicia nera che, parlando il dialetto dell'Appennino bolognese e conoscendo ogni casa, frazione e sentiero, fecero da guida ai reparti germanici per scovare le famiglie contadine rifugiate nei casolari e sbarrare loro ogni possibilità di salvezza.
Il corpo martoriato del piccolo Claudio Paselli, a soli due anni, è il marchio d'infamia eterno sulla Repubblica di Salò e sui collaborazionisti nostrani, servi miserabili del terrore hitleriano capaci di massacrare i propri connazionali più indifesi.
Nessun oblio per il piccolo Claudio Paselli, per la sua mamma Anna, per la nonna Ester e per tutti i familiari e i martiri di San Martino di Casaglia e Marzabotto.
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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