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Soffriamo ma siam suprematisti!
di Claudia Candeloro
Ideologicamente, nei paesi del cosiddetto Occidente, il consenso nei confronti del sistema si basa su un'unica convinzione: l'idea di vivere, in ogni caso, nel migliore dei mondi possibili.
Vale per tutto, e ce l'abbiamo tutti questa idea su ogni livello, ce la inculcano per benino sin da piccoli.
Non hai la casa, ti sveni per mutuo o affitto, lavori solo per sopravvivere? Ok, ma pensa che in Cina c'è la "dittatura".
Nessuno ti rappresenta politicamente, tanto che a votare non ci vai più? Ok, giusto, ma pensa se fossi in Russia con le "elezioni truccate" o con il velo in Iran.
Il tuo stipendio è bloccato? Ok, ma pensa a quelli che arrivano dall'Africa con il barcone e bramano pur di raggiungere l'Europa.
A Bologna non ci sono più gli autobus? Ok, ma pensa se vivessi a Napoli.
Questo sistema ideologico è molto comodo, perché sterilizza ogni richiesta di cambiamento: se ti fanno credere di vivere nel mondo migliore che esiste, è evidente che qualsiasi concreto cambiamento tu chieda, nella realtà, non possa che trasformarsi in un peggioramento.
Teniamoci, quindi, chi comanda ora e rimaniamo come stiamo.
Il problema è che è un ragionamento falso, ideologico, che ignora la realtà di altri luoghi che non sono in alcun modo peggiori (anzi) delle realtà cosiddette occidentali.
Se abbandonassimo lo sguardo suprematista con cui siamo cresciuti forse ce ne accorgeremmo.
E ci servirebbe, eccome se ci servirebbe, innanzitutto per imparare a rispettare il modo di vivere degli altri, ma, soprattutto, per iniziare a capire che è proprio ora di iniziare a cambiare la nostra, di società, che non è affatto migliore delle altre.
 
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