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02 settembre 2026
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Attacchi informatici russi, false flag e smentite
di Rita Guma *

L'UE ci riprova con li attacchi ibridi russi che, secondo Kaja Kallas, purtroppo Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri, presentano "tutti i tratti distintivi del terrorismo di Stato". L'intervento mira a sostenere ulteriori misure contro Mosca.

Intervenendo prima di una riunione informale dei ministri degli Esteri dell'UE in Irlanda, Kallas ha affermato "Abbiamo già convocato gli ambasciatori russi... così come hanno fatto molti Stati membri, e discuteremo di cos'altro possiamo fare" e ha aggiunto che l'UE ha già in cantiere 1.600 nuove voci nell'elenco delle sanzioni contro il complesso militare-industriale russo e che altre potrebbero essere aggiunte.

Ha tuttavia sottolineato che durante la riunione informale non verranno prese decisioni formali.

Facendo riferimento al presunto attacco russo con droni all'aeroporto di Lipsia, in Germania, avvenuto ad agosto, Kallas ha affermato che la risposta di Berlino ha inviato "un segnale molto forte", aggiungendo che le autorità tedesche hanno apprezzato il sostegno espresso dagli altri Stati membri dell'UE.

"Credo che questa sia la risposta unitaria che dobbiamo adottare", ha affermato. Kallas ha detto che gli attacchi dovrebbero servire da "campanello d'allarme" per i paesi che finora hanno assunto una posizione meno decisa nei confronti di Mosca. "In questo contesto geopolitico, dobbiamo essere più agili e realmente capaci di reagire alle situazioni emergenti", ha detto.

L'UE ha la fissa della presunta guerra "ibrida" ovvero condotta anche per via informatica. Un anno fa accusò Mosca di un attacco GPS ai sistemi di bordo dell'aereo che portava Von der Leyen: "Abbiamo ricevuto informazioni dalle autorità bulgare secondo cui questa palese interferenza sarebbe stata perpetrata dalla Russia", dissero dalla UE ammettendo che i gatti non erano stati ancora accertati ma indicendo una conferenza stampa e facendo dichiarazioni compromettenti dal punto di vista diplomatico e di quello della pace in Europa e nel mondo.

Da ingegnere elettronico operativo in campo informatico pongo alcune domande che in un contesto dominato dalla confusione voluta non avranno risposta:

1) come si fa a sapere che le interferenze, ammesso che ci siano state, provenivano dalla Russia? Per gli attacchi via web, ogni hacker che si rispetti può usare vari proxy (cioè server intermedi) per far perdere le proprie tracce, per cui risulta difficile rintracciare il server di partenza di una azione criminale.

2) anche ove vi fossero tracce di operatori russi (ad es voci o messaggi scritti in russo) come si fa a sapere che sono hacker gestiti da Mosca e non semplici disturbatori anonimi?

3) talora la stampa ricorre alle presunte rivendicazioni di gruppi russi, cioè a presunti comunicati su profili social presuntivamente russi. Ma qualcuno pensa che una intelligence straniera - britannica, poniamo, ucraina o baltica - non sia in grado di creare un falso attacco informatico e falsi account social da attribuire ai russi per avere una false flag che faccia scandalo verso l'opinione pubblica sui media non critici (quasi tutti) e faccia scoppiare un conflitto?

Ovviamente le prove - consistenti ini codici informatici complessi - sarebbero molto difficili da presentare perché qualcuno super partes (chi?) le possa verificare. Quindi tutto basato sulla fiducia, che ben difficilmente può essere accordata a chi è parte in causa in un conflitto armando uno dei due contendenti, e che ci ha già detto di preparare lo zainetto di sopravvivenza.

La volta scorsa, il comandante militare tedesco dell'aereo che portava Von der Leyen ha "rivelato" oggi che il suo aereo "è stato preso di mira da attacchi russi di disturbo GPS" due volte durante il sorvolo della regione del Mar Baltico nei mesi precdenti. Parlando in una conferenza stampa a Berlino, il generale Carsten Breuer dichiarava di non avere ancora dettagli sull'ultimo incidente di disturbo GPS ma ha osservato che tali incidenti sono diventati sempre più frequenti.

Ma le mappe di volo mostrarono che tutto quanto affermato era una bufala.

Quindi, ammesso che qualche attacco ci sia stato, potrebbero esserselo creati da soli e poi se lo confermano pure. Certo, e noi ci fidiamo di questi rappresentanti UE che rappresentano solo sé stessi, i loro amici produttori di armi e i loro intenti guerrafondai.

* Presidente Osservatorio


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