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Speranze deluse e disperazione armata
di Roberta Altrui *
Ci sono due aspetti del caso della strage di Pietralata (ovvero l'omicidio della bambina e del cane e il suicidio dei genitori) che, a mio avviso, sono molto significativi.
Il primo è che la famiglia aveva speso centinaia di migliaia di euro per dei viaggi in Messico nel tentativo di curare la Paralisi Celebrale Infantile della bambina, con Neurocytotron, un macchinario che dovrebbe stimolare la rigenerazione delle connessioni del tessuto cerebrale.
Le famiglie sono molto interessate a questo genere di trattamenti, tuttavia in Europa e negli USA sono considerati sperimentali, dunque rischiosi e non sostitutivi dei trattamenti riabilitativi. La comunità scientifica occidentale ha ancora dei forti dubbi sull'efficacia di questo trattamento che è considerato valido solo in India e in Messico.
Sicuramente avere maturato un debito enorme per portare avanti una cura costosissima, lontanissima e faticosissima, l'unica cura percepita come "salvifica" (perché purtroppo è un'evidenza che una vita in quella condizione era considerata una punizione da cui emanciparsi) ha inciso nella scelta di questo gesto. Forse più della solitudine emotiva e dell'isolamento a cui abbiamo subito pensato tutti.
Su Netflix c'è un film su Neurocytotron, si chiama Lucca's World, nella trama un bimbo tetraplegico migliora sempre più fruendo di questo macchinario in India. Non ho visto il film, quindi non posso giudicarlo, ma ho la sensazione che abbia contribuito a validare dolorose speranze. Oltre che fornire un modello di genitori che attraversano mari e monti pur di "combattere la disabilità" (frase discutibile che ho trovato nella trama).
Il secondo aspetto è che la famiglia disponeva di una pistola. Ormai è un fenomeno documentato: dove ci sono armi da fuoco, prima o poi vengono usate (sia in maniera cosciente che in tragici incidenti). Soprattutto è più facile che vengano usate in un'ottica di giustizia privata.
E questa è la parte più dolorosa di tutte, perché per questa famiglia la giustizia privata è stata auto-eliminarsi dal pianeta, non essere un peso per gli altri, sterminarsi (hanno ammazzato anche il cane).
Ecco, la giustizia privata fa schifo perché ognuno la declina come si sente, a volte si può perdere l'esame di realtà, per questo è il contrario della vera giustizia. Quella che invece lo fa, l'esame di realtà.
* La dott.ssa Altrui è Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva, Educatrice Socio-pedagogica e consulente familiare
 
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