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Cuba non ha medicine basilari: alcuni ne ridono
di
Marinella Puleo
La miseria: ovvero la capacità di ridere mentre un uomo è ricoverato e un popolo affronta una crisi sanitaria ed energetica senza precedenti.
La sanità cubana non è nata povera, è stata impoverita.
Per decenni è stata considerata un modello nel Sud globale: medici formati, prevenzione capillare, ricerca pubblica, missioni internazionali.
Poi è arrivata la lunga ombra delle misure statunitensi.
Prima il divieto di acquistare apparecchiature contenenti componenti americani: niente ventilatori, niente diagnostica avanzata, niente ricambi.
Poi l’inserimento di Cuba nella lista dei Paesi "sponsor del terrorismo" che ha congelato crediti, bloccato transazioni, paralizzato l’importazione di farmaci e materiali sanitari.
Infine il blocco petrolifero: senza carburante non si refrigerano i medicinali, non si alimentano le sale operatorie, non si mantengono attivi i macchinari salvavita; praticamente la cronologia di un soffocamento.
E mentre un sistema sanitario viene messo in ginocchio, c’è chi ride perché "non hanno le tachipirine".
La grandezza morale di costoro è pari alla loro competenza... inesistente.
Alessandro Di Battista merita rispetto.
Il popolo cubano merita rispetto.
 
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