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Report: la squadra si dimette
di
Edoardo Morello
Non li hanno nemmeno chiamati. Hanno lasciato che la squadra di Report apprendesse dalle agenzie chi le sarebbe stato messo sopra la testa. Questo è il metodo Rai, oggi: si decide nei piani alti, si comunica con un lancio ANSA, e chi ha fatto vent'anni di inchieste scomode lo scopre come tutti gli altri, da spettatore della propria fine.
Gli inviati non hanno usato mezzi termini. Hanno scritto che la scelta è 𝘪𝘳𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, sia nel metodo che nel merito. E hanno ragione due volte.
Nel metodo, perché azzerare qualsiasi interlocuzione con chi il programma lo fa ogni settimana, sul campo, non è gestione aziendale: è un atto di forza travestito da riorganizzazione.
Nel merito, perché mettere alla guida due nomi che con la storia e i valori di Report non hanno nulla a che fare non è un avvicendamento fisiologico. È un segnale. E i segnali, quando arrivano dai vertici Rai su un programma che ha fatto tremare ministri e imprenditori, si leggono in un modo solo.
La redazione ha annunciato l'intenzione di dimettersi in blocco. Non è una minaccia sindacale, è l'unica cosa che resta da fare quando ti tolgono lo strumento e ti chiedono di continuare a sorridere in video.
Chi guarda Report da anni lo sa: quel programma dà fastidio a chi deve dare fastidio. Forse è proprio per questo che oggi, 28 agosto, a qualcuno è sembrato il momento giusto per spegnerlo dall'interno.
 
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