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Milei attacca le donne che chiedono i diritti: sono folli
di
Vitoria Sobral
Il 20 agosto, durante la 23ª edizione del Council of the Americas a Buenos Aires, Javier Milei ha concluso il suo discorso rivolto all'élite imprenditoriale attribuendo la responsabilità del calo delle nascite, del rallentamento della crescita economica e della crisi del sistema pensionistico ai "foulard verdi" e all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG).
Si tratta di una tattica politicamente efficace: riduce una tendenza demografica globale a un capro espiatorio locale.
I "foulard verdi" sono quelli che da oltre due decenni vengono indossati da milioni di donne argentine come simbolo della Campagna nazionale per il diritto all'aborto legale, sicuro e gratuito.
E' un movimento che ha impiegato vent'anni – vent'anni di cortei, dibattiti e fazzoletti ricamati nelle piazze – per ottenere l'approvazione della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza in Argentina nel 2020.
Definire "follia" quel processo è, a dir poco, una scelta lessicale precisa. Ma non è una scelta ingenua. In Argentina, anche le donne scese in piazza per chiedere giustizia per i propri figli scomparsi venivano definite "folli".
Le Madri di Plaza de Mayo marciavano in cerchio durante la dittatura, mentre la società voltava loro le spalle e i militari le trattavano come visionarie.
La storia argentina ha un rapporto lungo e doloroso con la parola "folle": viene usata per screditare le donne che chiedono l'impensabile, salvo poi vedere il tempo dar loro ragione.
 
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