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Boss Graviano: negata archiviazione, il Gip vuole ascoltarlo
di Santina Sconza *
Il Gip di Caltanissetta, Santi Bologna, ha motivato la scelta di procedere all’ascolto del boss stragista Giuseppe Graviano in merito ai suoi rapporti con Silvio Berlusconi nel fascicolo che coinvolgeva lo stesso Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
Ha motivato la non archiviazione con queste parole:
La “manifestazione della volontà di Giuseppe Graviano di rendere dichiarazioni anche su aspetti inediti rispetto alle dichiarazioni precedentemente rilasciate all’Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria” rende “opportuno ripristinare il contraddittorio tra tutte le parti coinvolte nel procedimento”.
Prima di pronunciarsi sull’archiviazione chiesta per Dell’Utri, il Gip preferisce quindi riaprire il confronto e lascia intendere che sia corretto concedere la parola a Graviano, già condannato in via definitiva per le stragi del 1992.
Il giudice apre all’audizione sia per “la richiesta del difensore di Salvatore Borsellino del 17 agosto 2026”, nella quale l’avvocato Fabio Repici ha chiesto al pm Salvatore De Luca di revocare la richiesta di archiviazione per poi chiedere di sentire Graviano in incidente probatorio, in contraddittorio.
Ma soprattutto per la comunicazione del difensore di Graviano del 13 agosto 2026”, con cui l’avvocato Antonio Sanvito ha chiesto di far intervenire il proprio assistito perché “vi sono aspetti che nel corso dell’esame davanti alla Corte di assise di Reggio Calabria non sono stati approfonditi.
Non sappiamo se il boss parlerà prima a Caltanissetta o a Firenze dove il 21 settembre è stato convocato per raccontare la sua versione dei rapporti con Berlusconi (asseriti e mai riscontrati) al processo contro Salvatore Baiardo - ex gelataio di Omegna e condannato per essere stato il favoreggiatore della latitanza dei fratelli Graviano - per favoreggiamento e calunnia aggravata ai danni di Massimo Giletti.
Ci auguriamo che dopo anni di omertà, dei misteri vengono svelati, Giuseppe Graviano il Killer di don Pino Puglisi non è un pentito, né intende esserlo, è un mafioso che sa tanto, ma fin adesso il suo silenzio ha coperto tanto.
Nella deposizione al processo a Reggio Calabria Graviano accusò Silvio Berlusconi, come aveva già fatto in precedenti deposizioni:
«Anche Dell’Utri è stato tradito da Berlusconi», ha detto l’ex boss sui suoi presunti rapporti con il Cavaliere.
Un altro mistero avvolge Giuseppe Giuseppe Graviano, quello del concepimento avvenuto dietro le sbarre nel supercarcere dell'Ucciardone a Palermo.
Nel 1997, la procura di Palermo cercava chi avrebbe aiutato i fratelli Graviano a organizzare l’inseminazione artificiale delle proprie mogli.
I magistrati erano sulle tracce di complicità eccellenti, magari in cambio del silenzio dei due boss coinvolti nelle stragi. Poi sono arrivate le intercettazioni di Giuseppe Graviano in cui si parlava di una notte d’amore in carcere.
Nell’ultima udienza del processo “‘Ndrangheta stragista”, infine, la marcia indietro, sostenendo che sua moglie non è mai entrata nella casa circondariale, facendo così dietrofront e disconoscendo le parole pronunciate in prigione e intercettate nel processo “Stato-mafia”: «Mia moglie non è mai entrata in carcere, nella cesta della biancheria. Forse, parlavo di mio fratello che fu messo nella mia stessa cella».
Questo è il boss Giuseppe Graviano.
* Coordinatrice Commissione Mafia e Antimafia dell'Osservatorio
 
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