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Petro: relazioni Colombia-Israele come applaudire il genocidio
di Vitoria Sobral
L'ex presidente colombiano Gustavo Petro ha condannato la decisione del suo Paese di ripristinare le relazioni diplomatiche con "Israele", affermando che farlo mentre Benjamin Netanyahu rimane al potere equivale ad "applaudire un genocidio".
In un video pubblicato su X, Petro ha approfondito le critiche all'approccio del nuovo governo colombiano nei confronti di Israele e ha messo in guardia sulla possibilità di ulteriori episodi di violenza di massa.
Ha inoltre chiesto di prevenire un "nuovo olocausto", sostenendo che la comunità internazionale debba agire per evitare che atrocità di tale portata si ripetano.
Petro ha ricordato che i quasi tre anni di bombardamenti di "Israele" su Gaza hanno causato la morte di oltre 75.000 palestinesi, tra cui più di 22.000 bambini, distruggendo al contempo quasi tutte le infrastrutture della Striscia di Gaza.
"Nessun colombiano perbene può avallare un simile massacro", ha dichiarato Petro, collegando la questione alla storia stessa della Colombia segnata dalla violenza di massa.
Ha ricordato che la Colombia ha vissuto quello che ha definito un genocidio a partire dal 9 aprile 1948, evento che, a suo dire, ha causato 700.000 vittime.
Le dichiarazioni di Petro giungono mentre il governo del neo-insediato presidente Abelardo de la Espriella si avvia a ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele.
L'amministrazione dell'ex presidente aveva interrotto i legami diplomatici con "Israele" il 1° maggio 2024, in segno di opposizione all'offensiva militare israeliana contro Gaza.
Durante la campagna elettorale, De la Espriella si era impegnato a ripristinare le relazioni con "Israele" e, dal momento del suo insediamento, il suo governo ha adottato misure concrete per mantenere tale promessa.
A luglio, la Colombia e Israele hanno annunciato una tabella di marcia che prevede lo scambio di ambasciatori e passi avanti verso la reciproca abolizione dei visti.
Il primo passo è stato l'eliminazione dell'obbligo di visto in entrambe le direzioni.
Questa politica segna una netta rottura rispetto all'approccio di Petro, che aveva collocato la Colombia tra i governi latinoamericani più apertamente critici nei confronti dell'offensiva militare israeliana a Gaza.
Il cambiamento avviene inoltre mentre De la Espriella cerca un più stretto allineamento con gli Stati Uniti e Israele, nell'ambito della sua più ampia politica estera e di sicurezza.
All'inizio di agosto, Petro aveva accusato entità israeliane di aver manipolato le recenti elezioni presidenziali del Paese tramite un software in grado di alterare il conteggio dei voti; in una dichiarazione, aveva affermato che un software di sviluppo israeliano – finanziato dai proventi del traffico di cocaina verso gli Stati Uniti e da fondi privati dell'intelligence israeliana – era stato utilizzato per sostituire i voti legittimi espressi dai cittadini colombiani, determinando un risultato favorevole a De la Espriella.
Petro ha sostenuto che il software era stato preinstallato dalle aziende private incaricate di elaborare i risultati elettorali e che potrebbe aver alterato fino a 1,8 milioni di voti.
Petro mette in guardia contro un'altra atrocità di massa.
L'intervento di Petro inserisce il rinnovato impegno della Colombia con "Israele" nel più ampio dibattito internazionale sulla responsabilità per le azioni di "Israele" a Gaza.
Il suo monito sulla necessità di prevenire un nuovo "olocausto" riflette la convinzione che la comunità internazionale abbia la responsabilità di agire prima che la violenza di massa raggiunga dimensioni ancora più vaste.
Collegando il ripristino delle relazioni diplomatiche alle violenze in corso a Gaza, Petro ha contestato il tentativo del nuovo governo di normalizzare i rapporti con Israele finché Netanyahu rimane in carica.
Le sue dichiarazioni segnano inoltre un'ulteriore tappa della sua costante opposizione all'offensiva di Israele contro Gaza, divenuta uno dei capisaldi della politica estera della sua presidenza.
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