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25 agosto 2026
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Siria: USA spingono a normalizzare rapporti con Israele
di Tamara Gallera

Gli Stati Uniti hanno formalmente rimosso la Siria dalla lista degli "Stati sponsor del terrorismo", ponendo fine a una designazione che aveva imposto vaste restrizioni statunitensi nei confronti di Damasco.

Il Dipartimento di Stato USA ha annunciato la rimozione lunedì, secondo quanto riportato in una notifica pubblicata dal Dipartimento del Tesoro statunitense.

La decisione fa seguito all'annuncio, risalente all'inizio dell'anno, dell'intenzione di Washington di rimuovere la Siria dalla lista, previa revisione da parte del Congresso.

Tale designazione aveva limitato gli aiuti esteri statunitensi alla Siria, le esportazioni nel settore della difesa e alcune transazioni finanziarie, restringendo ulteriormente l'accesso di Damasco al sistema finanziario internazionale controllato dagli Stati Uniti.

La designazione come "Stato sponsor del terrorismo" rappresenta uno degli strumenti di maggior peso a disposizione di Washington nell'ambito del suo rigoroso regime sanzionatorio.

I paesi inclusi nella lista sono soggetti a restrizioni che riguardano gli aiuti esteri, le esportazioni legate alla difesa e le transazioni finanziarie; inoltre, tale designazione può contribuire a un più ampio isolamento economico, scoraggiando aziende e istituzioni finanziarie dall'intrattenere rapporti con lo Stato colpito.

La Siria era rimasta soggetta a tale designazione nel contesto di anni di pressioni statunitensi contro il governo di Damasco.

La sua rimozione elimina ora un elemento chiave dell'architettura sanzionatoria di Washington, creando potenzialmente maggiori margini per interazioni finanziarie ed economiche con la Siria.

La decisione giunge mentre gli Stati Uniti stanno ricalibrando il proprio approccio verso Damasco e riesaminando alcuni aspetti del sistema di sanzioni che ha caratterizzato la politica americana sulla Siria per anni.

L'annuncio ha inoltre rimosso il Fronte al-Nusra dalla lista delle organizzazioni terroristiche globali appositamente designate (*Specially Designated Global Terrorist*). Il provvedimento riguarda una specifica designazione statunitense e rientra nella più ampia revisione, da parte di Washington, del quadro normativo relativo alle sanzioni e alle designazioni concernenti la Siria.

Tali modifiche potrebbero avere ripercussioni sulle restrizioni legali e finanziarie a carico di entità e individui siriani, a seconda di quali altre sanzioni statunitensi rimangano in vigore.

La revoca della designazione come organizzazione terroristica non elimina, di per sé, la più vasta rete di restrizioni statunitensi imposte alla Siria attraverso altri strumenti normativi.

La rimozione della Siria dalla lista statunitense degli Stati sostenitori del terrorismo segue un più ampio cambiamento nella politica degli Stati Uniti verso Damasco, inclusa la decisione di Washington, presa l'anno scorso, di revocare la designazione di "Organizzazione terroristica straniera" per il Fronte al-Nusra, noto anche come Hay’at Tahrir al-Sham (HTS).

Secondo il Dipartimento di Stato USA, il Segretario di Stato Marco Rubio ha firmato un memorandum per revocare tale designazione. La decisione ha fatto seguito all'iniziativa del Presidente statunitense Donald Trump di revocare le sanzioni contro la Siria, nell'ambito degli sforzi di Washington per allentare l'isolamento economico imposto al Paese.

In precedenza, HTS era affiliato ad al-Qaeda in Siria, prima di prendere le distanze dall'organizzazione. Tale svolta è avvenuta dopo un incontro tra Trump e il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sharaa, svoltosi a Riad nel mese di maggio, durante il quale Trump annunciò che Washington avrebbe revocato le sanzioni contro la Siria.

All'epoca, la Casa Bianca dichiarò che avrebbe monitorato Damasco su diverse questioni, tra cui la normalizzazione dei rapporti con Israele, la presenza di gruppi armati stranieri e l'espulsione e la messa al bando dei gruppi della resistenza palestinese.

L'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack, ha confermato che Washington intende incoraggiare la Siria a normalizzare i rapporti con Israele, mentre funzionari statunitensi hanno sostenuto i colloqui tra Damasco e Tel Aviv.

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