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Il nazista fuggitivo
di Santina Sconza *
Vi racconto la storia dimenticata di Herbert Klapper.
Era il 15 agosto 1977, tutti al mare, e che giorno migliore per far fuggire il boia delle Fosse Ardeatine Herbert Kappler?
Il 15 agosto 1977 l'Italia era guidata dal governo Andreotti III, un esecutivo monocolore democristiano che si reggeva sulla formula della "non sfiducia" da parte degli altri partiti, compreso il PCI, la cosiddetta solidarietà nazionale.
Il criminale di guerra nazista Herbert Kappler — ex comandante della Gestapo a Roma, condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine — evase dall'ospedale militare del Celio a Roma e fuggì in Germania Ovest con l'aiuto della moglie.
Il Movimento Studentesco di cui facevo parte e gli altri movimenti di sinistra scendemmo in piazza a gridare:
"Carabinieri dove eravate quando Kappler faceva le scalate?".
L'evasione creò un enorme imbarazzo, fortissime polemiche contro il governo di Giulio Andreotti e i ministri competenti come Francesco Cossiga all'Interno, mettendo in seria difficoltà i rapporti diplomatici tra Italia e Germania.
I giornali, non diversi di quelli che circolano oggi, s'inventarono una fuga rocambolesca, un'evasione straordinaria, lui nascosto in una valigia con la moglie, Vonder Woman, che lo aveva calato dalla finestra.
Nulla di tutto ciò, la signora andò a prendere il marito dall’ospedale con la macchina del figlio, premurosamente gli mise una coperta sulle spalle e, a braccetto, uscirono indisturbati dall’uscita principale.
Nessuno disse niente, nessuno cercò di bloccare la fuga. Come fosse la cosa più naturale di questo mondo.
Alla frontiera, la vettura su cui viaggiava il criminale nazista fu anche identificata – il fatto sarebbe addirittura annotato nei registri – ma nessuno la bloccò.
Non solo, i coniugi Kappler, una volta arrivati in Germania, telefonarono per far sapere a tutti che erano giunti a casa sani e salvi.
Klapper il criminale di guerra, il boia, il cinico che mostrò disprezzo e indifferenza
nella persecuzione della comunità ebraica romana.
Kappler promise agli ebrei della capitale che non li avrebbe fatti deportare in cambio di una grande quantità di oro.
Ma una volta che ebbe incassato l’oro, gli ebrei furono rastrellati e deportati nei lager.
Klapper il boia delle Fosse Ardeatine, la strage nazifascista del 24 marzo 1944 in cui furono uccise 335 persone per rappresaglia all'attentato partigiano di via Rasella.
Klapper il boia diresse le operazioni per raggiungere la cifra di dieci italiani giustiziati per ogni soldato tedesco morto in via Rasella, aggiungendo arbitrariamente anche ostaggi in più.
Klapper il nazista organizzò i prelievi dal carcere di Regina Coeli insieme al questore fascista Pietro Caruso, includendo oppositori politici, ebrei e civili innocenti.
Coordinò l'azione all'interno delle cave di tufo sulla via Ardeatina, affidando la supervisione pratica a ufficiali come Erich Priebke e Karl Hass.
Nel 1948 un tribunale militare italiano processò Herbert Kappler condannandolo all'ergastolo per la sua responsabilità nell'eccidio e per l'omicidio continuato.
Nel 1977, gravemente malato fuggì, il boia ritornò nella sua patria, morì nella sua terra natale dove era nato il nazismo a cui lui partecipò attivamente, forse se fosse stato processato e giudicato a Norimberga avrebbe fatto la fine degli altri nazisti.
Questa è la storia dell'Italia democratica dove i fascisti non furono mai processati
e i funzionari del regime si riciclarono in funzionari della prima Repubblica democratica.
Giorgio Almirante funzionario del regime poté fondare un nuovo partito, il MSI, che si rifaceva all'ideologia del ventennio.
Al MSI aderirono molti giovani, quelli che oggi sono al governo guidati da una nostalgica dl fascismo ch, intervistata dal New York Times, parlando del Ventennio, ha dichiarato:
“Chiaramente, se guardiamo a questa storia oggi, è una cosa. Se l’avessimo vista stando nel bel mezzo di quegli eventi, probabilmente l’avremmo percepita diversamente, no?”.
Quindi secondo la Presidente il problema, sarebbe la distanza temporale. Oggi guardiamo il fascismo e ci sembra brutto perché abbiamo il vantaggio sleale di sapere come è andata a finire.
* Già presidente provnciale ANPI Catania
 
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