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Sciascia ci aveva avvisati
di Antonio Greco *
Eravamo verso la fine degli anni settanta, un grande intellettuale che non finiremo mai di rimpiangere, ci aveva ammoniti, ma nessuno l’ha ascoltato.
Una classe politica distratta e autoreferenziale nell’ultimo mezzo secolo ha prodotto solo disastri.
“Lo Stato per me è la Costituzione e la Costituzione oggi non esiste più, si è dissolta” — non è solo un giudizio politico.
È un grido civile.
Un avvertimento lanciato in un’Italia che stava cambiando pelle, spesso senza accorgersene.
Sciascia vedeva il pericolo della delegittimazione lenta, non clamorosa, della Costituzione: non un colpo di mano, ma una corrosione quotidiana.
Capiva che la politica avrebbe tentato di piegare le istituzioni alle convenienze del momento.
Temeva l’indifferenza dei cittadini, che è sempre il primo passo verso la dissoluzione di ogni patto democratico.
E infatti oggi ci ritroviamo a discutere della Costituzione come se fosse un oggetto negoziabile, un mobile da spostare, un ostacolo da aggirare.
Proprio ciò che Sciascia temeva.
Se l’avessimo ascoltato, oggi non saremmo ridotti così.
Perché oggi viviamo esattamente ciò che Sciascia temeva:
una Costituzione trattata come un ostacolo, non come un fondamento;
una politica che la considera un vincolo da aggirare; una cittadinanza spesso distratta, stanca, sfiduciata.
* Componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio
 
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