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Il morbo di Salvini
di Elisa Fontana
Credo che tutti abbiano ben chiaro nella memoria quello che io chiamo il morbo di Salvini: l’abitudine pestilenziale dell’inossidabile Matteo di coprire la totale mancanza di idee e di atti di governo con infiniti quanto vuoti elenchi snocciolati senza sosta con una sicurezza e una faccia tosta inossidabili. E più lungo è l’elenco, più il vuoto di idee è grande.
Ecco, temo che il morbo di Salvini abbia contagiato anche il centro sinistra se solo leggiamo l’intervista rilasciata da Schlein a Milano Finanza e gli interventi di Conte e Renzi su Repubblica che, partendo dall’imperdibile dibattito sulle politiche woke, virano inevitabilmente sulle proposte politiche del centro sinistra per battere le destre alle prossime elezioni.
Cominciamo, in stretto ordine cronologico da Schlein. Le tre cose da fare immediatamente sono ridurre i costi dell’energia, aumentare i redditi e far ripartire gli investimenti. E ancora, piano strategico per le rinnovabili, con una struttura unica di missione e incentivi per i territori. Da dove prendiamo i soldi? Non si sa.
A margine una perla. Il PD è contrario al nucleare “non per pregiudizio, ma per i tempi e i costi di produzione, incompatibili con le esigenze del Paese”. Cara Elly, quello che tu stoltamente chiami pregiudizio è il risultato di un paio di referendum in cui il popolo ha detto no al nucleare e direi che sui fondamentali siamo messi proprio male.
Ma andiamo avanti con gli elenchi. Combatteremo il caro carburante con le accise mobili, che è un meccanismo fiscale che come tale non fa differenza fra chi può eventualmente comprimere i consumi e chi, come per gli autotrasportatori subiscono un costo strutturale che non può essere compresso. E ancora, salario minimo, misure contro la precarietà, piano per la formazione, difesa di scuola e sanità, abbattimento delle liste d’attesa, piano nazionale per il clima.
Poi ci sono 1700 miliardi di risparmi degli italiani fermi nelle banche e sarebbe bello poterli convogliare nella innovazione delle piccole e medie imprese. Sempre sulla fiducia. E su quello che sta accadendo nel risiko bancario? “Decida il mercato”, cioè i fondi USA che hanno già le mani sulle nostre banche.
E veniamo a Conte che nella sua perorazione contro gli eccessi della cultura woke negli USA fa anche lui l’elenco dei desideri: “Abbiamo l’urgente necessità di affrontare le diseguaglianze economiche e sociali, misurandoci con soluzioni concrete riguardanti: le politiche salariali, i piani industriali, l’equità fiscale e le imposte adeguate su rendite finanziarie, il sostegno all’economia reale, il diritto all’abitazione, l’accesso ai servizi pubblici e a infrastrutture adeguate, le prestazioni sanitarie e l’istruzione di qualità. Dobbiamo recuperare risorse importanti dalla revisione delle spese militari, investendo massicciamente sul capitale umano, riformulando un modello di sicurezza sociale adeguato alle travolgenti trasformazioni tecnologiche e sociali”.
Un elenco davvero condivisibile ma, anche qui, elenco rimane.
E veniamo, infine a Renzi che certamente non poteva rimanere indietro della gara di visibilità. Ed eccolo spavaldo: “Ci chiedono il programma? Eccolo: dare respiro al ceto medio stritolato dal costo della vita. Tutto il resto viene dopo”.
E via con gli elenchi. Servono misure per contrastare la povertà educativa, le liste d’attesa, il gender gap, le disparità territoriali. “Serve una scommessa sull’energia basata sulla tecnologia e non sull’ideologia. Serve un welfare più efficace alla luce dei cambiamenti demografici. Serve riprenderci il consenso del mondo produttivo dopo le politiche deliranti di Adolfo Urso. Serve abbassare le tasse in un Paese in cui Meloni ha sfondato oltre il 43% il muro della pressione fiscale. Serve bloccare la fuga di chi si forma in Italia ma poi lavora all’estero”. E qui mi fermo, perché gli elenchi continuano, ma credo di aver reso l’idea.
Se durante il fascismo il morbo K, inventato da tre medici, salvò tanti ebrei e molti antifascisti, vista l’asserita estrema contagiosità che tenne alla larga i nazisti, oggi il morbo S ci pone una sola domanda, chi salverà noi?
 
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