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Copre le svastiche con l'arte: aggredito
di Soumaila Diawara
“Cibo: lo street artist che copre le svastiche aggredito davanti alla moglie e al figlio di 3 anni da un ultras di un gruppo vicino all'estrema destra”.
Solidarietà a Cibo.
Ci sono persone che scelgono di rispondere all’odio con la creatività, alla violenza con i colori, alle svastiche con la bellezza. Pier Paolo Spinazzè, Cibo, da anni fa esattamente questo: cancella dai muri i simboli del razzismo e del neofascismo e li trasforma in immagini capaci di restituire quei luoghi alla città.
Il giorno di Ferragosto, a San Giovanni Lupatoto, Cibo è stato aggredito. Secondo quanto denunciato, un uomo lo avrebbe trascinato via dal tavolo, spinto a terra, distrutto il telefono e strappato la maglietta, provocandogli lesioni. Nella violenza sarebbe rimasto coinvolto anche il figlio di appena tre anni.
Non è qualcosa che possiamo liquidare come una semplice lite. È un fatto gravissimo, soprattutto perché colpisce una persona che da anni si impegna pubblicamente contro il razzismo e il neofascismo.
E ancora più inquietante è il clima di intimidazione che sarebbe proseguito dopo l’aggressione, con la comparsa di un adesivo contro Cibo nei pressi della sua abitazione.
Questo è squadrismo: il tentativo di intimidire, aggredire e mettere a tacere chi decide di contrastare l’odio.
A Cibo e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà e la mia vicinanza. Non devono essere lasciati soli.
La risposta alla violenza fascista deve essere ancora più antifascismo, più democrazia, più libertà.
Cibo ha scelto di non arrendersi. E noi dobbiamo stare al suo fianco.
Una svastica cancellata non è una provocazione: è un atto di civiltà. Difendere chi la cancella significa difendere la libertà di tutti.
 
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