 |
La paura della Sharia si scontra con la realtà
di Tamara Gallera
Dopo Abdul al-Sayed che ha vinto le primarie DEM in Michigan, in California è stata eletta al Congresso la prima afghana-statunitense.
Tutto ciò nonostante la pesante campagna avversa guidata dalla lobby sionista Aipac nonostante l'accusa ricorrente ai politici musulmani (negli Stati Uniti e in Italia) che eleggela vittoria di un musulmano significhi, in qualche modo, costringere le donne a indossare il burqa, privarle della loro libertà o costringerle a vivere sotto la legge religiosa.
Tuttavia la realtà smentisce la propaganda.
Zohran Mamdani è musulmano. Sua moglie, Rama Duwaji, è un'artista e illustratrice siriano-statunitense che ha costruito una propria carriera e una propria identità pubblica.
La coppia si è conosciuta su Hinge, ha celebrato il rito islamico del *nikah* e successivamente si è sposata con rito civile a New York.
Mamdani ha anche difeso pubblicamente l'indipendenza della moglie, affermando che lei ha diritto alle proprie opinioni e non deve essere ridotta alla sola attività politica del marito.
Dunque, dov'è esattamente questa paventata "sottomissione forzata"?
Non esiste.
Si può dissentire dalle politiche di Mamdani.
Si può contestare il suo orientamento politico.
Si può criticare l'Islam, se lo si desidera.
Ma ridurre due miliardi di musulmani a un unico stereotipo caricaturale non è un argomento valido.
È puro allarmismo propagandistico.
Giudicate le persone per ciò che fanno realmente, non per la congettura che vi è stato insegnato a temere.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|