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23 agosto 2026
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Inviato USA: Israele occupa il Golan contro risoluzioni ONU
di Leandro Leggeri

«Israele occupa ancora il Golan, contro le risoluzioni delle Nazioni Unite, contro l’intero ordine internazionale».

A pronunciare queste parole non è stato un esponente del governo siriano, ma Tom Barrack, ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia e inviato speciale americano per Siria e Iraq, uno dei principali rappresentanti dell’amministrazione Trump nella regione.

Le dichiarazioni, pronunciate durante un’intervista a Mario Nawfal e confermate da diverse fonti indipendenti, hanno immediatamente suscitato attenzione perché appaiono in aperta contraddizione con la posizione ufficiale adottata dagli Stati Uniti durante la prima amministrazione Trump.

Nel marzo 2019 Donald Trump firmò infatti una proclamazione con cui Washington riconosceva la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, territorio siriano conquistato da Israele durante la guerra del 1967. Una decisione che non venne riconosciuta dalla maggior parte della comunità internazionale.

Nel 1981 Israele aveva unilateralmente esteso le proprie leggi e la propria amministrazione al territorio. Nello stesso anno il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò all’unanimità la Risoluzione 497, stabilendo che la decisione israeliana era «nulla e priva di effetti giuridici internazionali». Il Golan continua pertanto a essere considerato dalle Nazioni Unite territorio siriano sotto occupazione israeliana.

Proprio per questo le parole di Barrack assumono un particolare significato politico: un alto rappresentante dell’amministrazione Trump ha utilizzato pubblicamente la definizione di “occupazione” e richiamato le risoluzioni ONU, nonostante il riconoscimento americano del 2019 non risulti formalmente revocato.

La contraddizione è stata evidenziata anche dalla stampa israeliana. i24NEWS ha sottolineato come le dichiarazioni dell’inviato americano siano in contrasto con la politica statunitense, mentre Israel Hayom ha evidenziato la distanza tra le parole di Barrack e la posizione assunta da Trump.

Le dichiarazioni arrivano inoltre in un momento di crescente tensione tra Washington e il governo Netanyahu sulla Siria. Barrack ha recentemente contestato anche la giustificazione israeliana per l’attacco alla base siriana di Abu al-Duhur e ha sollevato dubbi sulle motivazioni dell’escalation israeliana con la Turchia.

Resta ora da capire se le parole sul Golan rappresentino una presa di posizione personale di Barrack oppure il segnale di un possibile ripensamento della politica americana sulla Siria. Per il momento, la proclamazione statunitense del 2019 sul Golan rimane formalmente in vigore.

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