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Ma quale woke? Vero pericolo sono guerra e genocidio
di Dalia Ismail
La stessa gente che accusa Potere al Popolo e i militanti di favorire le destre perché criticano il campo largo sta massacrando pubblicamente Giuseppe Conte per le sue sciocchezze sul woke. La stessa identica gente, però, non ha massacrato con la stessa forza Elly Schlein quando ha parlato di riarmo, una questione che nella pratica è infinitamente più grave e pericolosa rispetto al dire cazzate sul woke.
D'altronde, chi prova a guardare oltre le distrazioni di massa sa benissimo che gli interessi dominanti tenderanno a favorire Schlein proprio perché garantisce, senza ostacoli e discussioni, la continuità sulla guerra in Ucraina, e a sfavorire Conte che invece vuole interromperla e puntare sul negoziato.
C'è una sproporzione nel modo in cui vengono giudicati Conte e Schlein, e questa sproporzione è troppo palese quando si confrontano una polemica culturale sul woke con questioni concrete come riarmo e guerra.
E lo chiarisco, anche se lo sanno persino i muri: a me del campo largo non frega assolutamente niente. Per quanto mi riguarda, lì dentro il più pulito ha la rogna e non ho nessun interesse a fare il tifo per Conte o per quell'essere inutile scaricatore di palestinesi rinchiusi in carcere con accuse del Mossad.
Sto analizzando questa questione perché la guerra è la cosa che più mi spaventa al mondo e non riesco a pensare all'opinione di Conte sul woke più che alla guerra.
Ricordiamocelo bene quando ci ammorbano con la storia del "favorire le destre". Se non bisogna criticare Schlein sul riarmo per non favorire le destre, allora questa gente dovrebbe spiegare perché criticare Conte per una scemenza che poteva anche essere ignorata per il bene della coalizione sia considerato accettabile, quando quella scemenza non ha conseguenze minimamente paragonabili sull'economia del paese, sul finanziamento delle guerre e ai genocidi.
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