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Trump limita la permanenza dei giornalisti stranieri
di Aurora Gatti
Trump espellerà i giornalisti stranieri dagli Stati Uniti dopo 240 giorni; per quelli cinesi il limite è di soli 90 giorni.
La nuova norma del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), la cui entrata in vigore è prevista per il 15 settembre, sostituisce il consolidato sistema basato sulla "durata dello status" con periodi di permanenza prestabiliti.
I giornalisti stranieri in possesso di visto per la stampa avrebbero a disposizione un massimo di 240 giorni — ridotti a 90 per i colleghi cinesi — e per trattenersi oltre tale termine dovrebbero richiedere un'estensione all'amministrazione Trump.
Una coalizione di sindacati e gruppi di difesa dei diritti ha intentato causa presso un tribunale federale del Massachusetts per bloccare il provvedimento, sostenendo che il DHS abbia ecceduto i propri poteri e non abbia giustificato adeguatamente una modifica potenzialmente destabilizzante per le redazioni.
Il DHS afferma che la misura migliorerà i controlli e preverrà le frodi legate ai visti. I promotori del ricorso sostengono invece che essa crei incertezza per chi già rispetta la legge e offra al governo maggiori opportunità di interrompere il loro lavoro.
Non si tratta di una norma rivolta a chi ha superato i termini di permanenza consentiti dal visto; essa modifica le condizioni per i giornalisti entrati nel Paese attraverso canali legali e che si sono attenuti alle regole vigenti.
Spetterà ora a un giudice federale stabilire se Trump possa modificare tali regole prima della scadenza di settembre.
 
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