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05 agosto 2026
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Indiani d’Italia
di Raffaele Florio

​C’è voluto un algoritmo, ma alla fine la Suprema Giovanotta c’è riuscita: ha trovato un popolo che crede al suo “prontocisiamo”. Peccato solo che non viva a Grosseto, ma a Nuova Delhi.

​Negli ultimi giorni la Ducetta della Garbatella festeggia il superamento dell’ineffabile soglia degli 8 milioni di follower su Instagram. Cifra tonda, da vera influencer della Nazione, con tanto di tricolore virtuale e foto in posa fiero-patriottica.

Poi però vai a guardare i profili di questa sterminata legione di estimatori e ti accorgi che il tipico militante di Fratelli d’Italia si chiama Ramesh, di professione fa il programmatore a Bangalore e commenta le dirette della Presidente del Consiglio con un entusiastico "Very nice pic dear".

​Un successo travolgente. Mentre in Italia persino la zia di Lollobrigida comincia a porsi qualche domanda sulla fermata del treno a Ciampino, in India è esplosa una vera e propria Meloni-mania.

Una massa sconsiderata di bot in turbante che invade la bacheca di Palazzo Chigi per gridare al miracolo economico italiano. Del resto, come dar loro torto? Chi se non un abitante del Rajasthan, ignaro delle accise sulla benzina, delle pensioni ritoccate all'insù soltanto per i centenari e delle liste d’attesa nella sanità lunghe quanto il Gange, potrebbe credere che il governo stia facendo "miracoli"?

​I malelingue — i soliti professionisti dell’odio dei giornaloni — diranno che si tratta dei soliti pacchetti di follower comprati un tanto al chilo nelle farm aziendali asiatiche per far sembrare il consenso più solido di quello che è.

Malelingue. La verità è assai più poetica: Giorgia ha semplicemente applicato il sovranismo all'incontrario. Visto che gli italiani sono diventati incontentabili e non abboccano più alle storielle del blocco navale — trasformato con acrobazia da circo nel blocco dei treni dei pendolari — bisognava delocalizzare il consenso.

​Ecco allora la strategia geniale: se il ceto medio romano borbotta e il Nordest industriale comincia a fare i conti della serva, basta spostare il collegio elettorale sulla foce dell'Indo. Lì le tasse non si pagano, il PNRR è un'acronimo senza senso e i rave party illegali non sono mai stati una priorità securitaria. Lì la Garbatella è un mito leggendario, un'isola felice dove si difendono i confini nazionali direttamente da una poltrona di Instagram.

​E mentre la Magica Giorgia colleziona cuoricini a Mumbai, qui da noi resta solo una piccola, irrilevante manciata di elettori in carne ed ossa che la realtà la tocca con mano ogni volta che fa la spesa. Gente retrograda, evidentemente, che ancora si ostina a giudicare un premier dai fatti e non dai like di un profilo fake di Calcutta.


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