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Risoluzione che limita gli investimenti in armi
di
David Cappellini
La risoluzione unitaria a firma AVS PD e 5 Stelle da presentare in Parlamento dopo le comunicazioni di Giorgetti, contraria ad ogni scostamento di bilancio che non riguardi le urgenze dei cittadini (quindi nessuna spesa in armi) è un atto politico molto significativo che ovviamente i nostri giornalai, campioni di superficialità e disinformazione, non riescono o non vogliono cogliere.
Intanto la minoranza riformista dem, quel gruppetto elettoralmente inconsistente e politicamente autocelebrativo, è dovuta uscire allo scoperto e dire che non la riconosce.
Le dichiarazioni di ieri, prima di Franceschini e poi dell'immancabile Renzi, lasciavano presagire l'inizio di un lento accerchiamento di Elly Schlein da parte di chi, con la storia della guerra in Ucraina, vuol spingere verso il centro l'eventuale coalizione di centrosinistra.
Le improvvide dichiarazioni della segretaria dem rilasciate al Foglio, in antitesi alla posizione di Conte, non avevano acquietato la fronda interna al PD, come Schlein erroneamente pensava, ma evidenziato la sua debolezza politica.
E subito qualche volpone di vecchia data aveva colto la palla al balzo per mettere la segretaria in una posizione subordinata ai vari Fassino, Guerini, Malpezzi, Del Rio etc. Tutti notabili che sanno benissimo che un voto alle primarie condizionato dalla posizione da assumere in politica internazionale, li metterebbe in netta minoranza.
Con questa risoluzione Conte ha offerto alla Schlein la possibilità di rimediare parzialmente all'errore fatto con le dichiarazioni al Foglio e di smarcarsi dai tentativi pressanti, interni ed esterni al PD, di caratterizzare il campo largo in politica estera come la stampella dei bellicisti.
Credo anche che le abbia protetto la leadership, perché ora i riformisti dovranno uscire allo scoperto e non votare la risoluzione.
Grand reporter Monde
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