 |
Le alternative del femminicida
di
Roberta Altrui *
Ho letto di un "dettaglio" della orribile vicenda del varesotto, quella del giovane motociclista ucciso perché scambiato per l'amante dall'ex, che mi ha scossa nel profondo.
La cosa che ha scosso tutti è che la vittima si era fermata ad aiutare una ragazza in evidente difficoltà. La donna si stava recando all'ultimo appuntamento con l'ex, era in moto, era buio, il cellulare le era caduto, non aveva più il navigatore e un mezzo di comunicazione. Il luogo dell'appuntamento era un po' remoto, non conosceva la strada, lui le ha detto di non preoccuparsi che l'avrebbe aiutata e di seguirlo. Sappiamo tutti cosa è successo dopo.
Il "dettaglio" che mi ha distrutta dentro, è che hanno trovato, nella macchina dell'assassino, un coltello e un sasso di diversi chili.
Vuol dire che a questo ultimo appuntamento, lo scenario mentale che si apre dentro a molti uomini é più o meno questo "Porto i preservativi, se finisce bene il chiarimento. Porto il coltello e il sasso, se finisce male".
Arrivo a capire umanamente la speranza che tutti noi abbiamo che un chiarimento possa finire bene (quante volte ci si è depilate a vuoto o ci si è portati dietro degli anticoncezionali inutili), ma il munirsi di armi perché la tua ex sta cambiando vita, quello proprio mi fa vomitare, ma è un'evidenza che stia diventando una prassi di alcuni uomini. Tanto è vero che ci esortano a non andare all'ultimo appuntamento (giustamente).
Ci dicono continuamente di non andare all'ultimo appuntamento, ma non ci sono spazi consoni in cui si dica agli uomini che se arrivano ad associare un appuntamento al pensiero dell'utilizzo di un arma, devono correre a un pronto soccorso psicologico.
Questo è il paese in cui NON abbiamo l'educazione sessuo-affettiva obbligatoria nelle scuole.
* La dott.ssa Altrui è Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva, Educatrice Socio-pedagogica e consulente familiare
 
Dossier
diritti
|
|