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04 agosto 2026
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UE: andarono per suonare e furono suonati
di Elisa Fontana *

Si è tenuto il Consiglio informale europeo sui fatti di Ceuta, richiesto perentoriamente da una lettera di Giorgina, firmata da 22 Paesi.

Nel riferirne i risultati, non citerò i resoconti della Pravda, ma ciò che ha detto in conferenza stampa Manfred Brunner, commissario UE agli affari interni, un personaggio molto favorevole agli hub nei Paesi terzi e all’Europa fortezza, giusto per comprenderne l’orientamento in tema migrazioni.

Bene, Brunner ha cominciato la sua conferenza stampa assicurando che a Ceuta “la situazione è sotto controllo, nessuno è stato trasferito nella Spagna continentale e che l’area Schengen non è stata interessata”. Cosa di cui si era accorto tutto il mondo, tranne la nostra Giorgina, Tajani e Piantedosi che sono accorsi a difendere i sacri confini fra Spagna e Italia sospendendo immediatamente Schengen e attivando controlli così ferrei che ancora non si ha notizia di un solo irregolare nemmeno pagandolo.

“A Ceuta, ha continuato Brunner, c’è stata una invasione di 70 mila persone alimentate dalle reti criminali di trafficanti di migranti e dalla disinformazione diffusa attraverso i social media”. Ma adesso arriva il bello: “Ciò che ha funzionato è stata la risposta: la Spagna ha confermato che praticamente tutte le persone entrate a Ceuta sono ormai rientrate. Nessuno è passato da Ceuta alla Spagna continentale o al resto dell’Europa, l’integrità dell’area Schengen è stata preservata”. Come si era tranquillamente accorto tutto il mondo tranne Giorgina, Tajani e Piantedosi che paventavano addirittura una vera e propria invasione.

La conseguenza immediata alle parole di Brunner è stata ovviamente la richiesta del ministro degli Interni spagnolo all'Italia di ripristinare la libera circolazione prevista dal trattato di Schengen. E il ministro degli interni francese alla fine del vertice ha dichiarato che “Tutti hanno condannato i tentativi di dividere la Ue di fronte al caso dei migranti di Ceuta”.

E qui devono essere fischiate sonoramente le orecchie di Meloni e Frederikssen e della loro lettera, il cui scopo era esattamente quello, perché praticamente chiedeva la messa d’accusa della Spagna e delle sue politiche migratorie. Bene, la famosa lettera deve essersi persa nelle brume di Bruxelles, nessuno l’ha citata, nessuno l’ha rivendicata, nessuno l’ha vista, tutti fischiettavano.

E, per finire, Brunner ha dichiarato la pronta disponibilità della UE di offrire alla Spagna «assistenza anche finanziaria d'emergenza» per rafforzare la vigilanza sul confine esterno dell'Unione a Ceuta.

Insomma, doveva essere il meeting che avrebbe dovuto coagulare tutta l’Europa intorno alla lettera di Giorgina, al suo allarme di invasione, alle sue accuse contro Sanchez e si è rivelato l’ennesimo gravissimo strafalcione politico di una leader che una volta di più ha dimostrato la sua pochezza politica e la totale mancanza di qualunque visione al di là di una stucchevole, grossolana e ormai indigeribile propaganda a cui fa finta di credere ormai solo Bocchino, triste, solitario y final.

*Coordinatrice Commissione Politica e Questione Morale dell'Osservatorio

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