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Colonizzazioni: capitolo 2
di Emma Buonvino
Capitolo 2 – Portogallo e Spagna: l'alba del colonialismo moderno
Quando si parla di colonialismo, il pensiero corre spesso agli imperi britannico o francese. Eppure tutto ebbe inizio prima, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, quando due piccoli regni della penisola iberica, Portogallo e Spagna, inaugurarono un'epoca destinata a cambiare per sempre la storia dell'umanità.
Animati dal desiderio di trovare nuove rotte commerciali verso l'Oriente, di accedere direttamente alle ricchezze dell'Asia e di rafforzare il proprio prestigio politico e religioso, i sovrani portoghesi e spagnoli investirono enormi risorse nella navigazione oceanica. Le innovazioni nella cartografia e nella costruzione navale resero possibili traversate che fino a pochi decenni prima sembravano impensabili.
Il Portogallo fu il primo a costruire un impero marittimo. Le sue navi costeggiarono l'Africa, raggiunsero l'India nel 1498 con Vasco da Gama e fondarono basi commerciali lungo le coste africane, in India, in Indonesia e infine in Brasile, scoperto nel 1500.
L'obiettivo principale non era inizialmente conquistare vasti territori, ma controllare il commercio delle spezie, dell'oro, dell'avorio e di altri beni preziosi. Tuttavia, il controllo delle rotte commerciali si accompagnò presto alla conquista militare di porti strategici e all'assoggettamento di molte popolazioni locali.
Parallelamente, la Spagna, dopo il viaggio di Cristoforo Colombo nel 1492, rivolse la propria attenzione al continente americano. In pochi decenni, i conquistadores abbatterono due delle più grandi civiltà dell'epoca: l'impero azteco, guidato da Hernán Cortés, e l'impero inca, conquistato da Francisco Pizarro.
La superiorità tecnologica delle armi europee, le alleanze con alcune popolazioni indigene e soprattutto le epidemie di malattie come il vaiolo, contro cui gli abitanti delle Americhe non avevano difese immunitarie, provocarono un drastico declino della popolazione indigena.
Alla conquista militare seguì l'organizzazione economica delle colonie. Attraverso sistemi come l'encomienda, migliaia di indigeni furono costretti a lavorare nelle miniere e nelle piantagioni. Oro e argento, estratti soprattutto dalle miniere del Messico e del Perù, affluirono in enormi quantità verso l'Europa, contribuendo ad arricchire la Corona spagnola.
Quando la popolazione indigena diminuì drasticamente, le potenze coloniali incrementarono il commercio transatlantico degli schiavi africani.
Milioni di uomini, donne e bambini furono deportati con la forza verso le Americhe per lavorare nelle piantagioni di zucchero, cotone, tabacco e caffè. La tratta atlantica degli schiavi divenne uno dei più grandi sistemi di sfruttamento della storia moderna.
Accanto allo sfruttamento economico si sviluppò anche un intenso processo di evangelizzazione. Missionari cattolici fondarono chiese, scuole e missioni. In alcuni casi cercarono di proteggere le popolazioni indigene dagli abusi; in altri, la conversione religiosa si accompagnò alla distruzione di culti, templi, tradizioni e lingue locali.
Le conseguenze del dominio spagnolo e portoghese furono profonde. Intere civiltà vennero sconvolte, molte culture scomparvero o furono profondamente trasformate, mentre il patrimonio artistico e culturale di numerose popolazioni fu distrutto o disperso.
Tra il XIX e il XX secolo questi imperi iniziarono progressivamente a dissolversi. Le colonie americane ottennero l'indipendenza, il Brasile si separò dal Portogallo nel 1822 e, nel corso del Novecento, anche gli ultimi possedimenti coloniali africani e asiatici raggiunsero l'indipendenza.
Tuttavia, la fine del dominio politico non cancellò le sue conseguenze. Molti dei Paesi colonizzati continuarono a convivere con profonde disuguaglianze sociali, economie dipendenti dall'esportazione di materie prime, concentrazione della ricchezza e tensioni etniche e culturali le cui radici risalgono proprio all'epoca coloniale.
Il colonialismo iberico rappresentò dunque l'inizio di un sistema globale che avrebbe influenzato la politica, l'economia e i rapporti tra i continenti per secoli.
Comprenderne la storia significa comprendere anche molte delle disuguaglianze e delle dinamiche internazionali che caratterizzano ancora il mondo contemporaneo.
 
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