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04 agosto 2026
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Dietro le stragi anche potenze "amiche"
di David Cappellini

Dalle intercettazioni telefoniche fra Carlo Rocchi, fiduciario della CIA per il nord Italia, con Biagio Pitarresi, ex estremista neofascista milanese vicino a Esposti (effettuate nel 1994, in relazione alle indagini del capitano Giraudo) in cui i due alludono alla Cia e all'agenzia Aginter Presse legata al neofascista Delle Chiaie:

Pitarresi: «Dicono che ci sono questi americani... tutti qui si sapeva che la strage l'avevano fatta questi con i nostri... parlano di piazza Fontana, Brescia e dell'Italicus, questo treno qua, perché sembra che ci sia gente che sta collaborando anche qua».

Rocchi lo ammonisce: «Tu non hai mai saputo questi nomi, non hai mai saputo che ci fossero americani o agenzie...».

La notte tra il 3 ed il 4 agosto 1974 una bomba collocata nel quinto vagone del treno Italicus Roma-Brennero esplose nei pressi della galleria di San Benedetto Val di Sambro causando 12 morti e 48 feriti. Con solo due minuti di ritardo del timer sarebbe esplosa nel bel mezzo della galleria e la strage sarebbe stata ben maggiore (l'intenzione degli attentatori era proprio quella).

Il 1974 fu un anno cruciale, in cui si svolse il referendum sul divorzio, che in realtà fu il banco di prova dello scontro tra un' idea autoritaria di stato e la difesa della democrazia ed in cui si moltiplicarono gli attentati neofascisti, da Piazza della Loggia all' Italicus. Nell'ultimo caso la rivendicazione della sedicente organizzazione Ordine Nero sa tanto di servizi segreti e Loggia P2. I neofascisti processati alla fine sono stati tutti assolti (Franci, Cauchi, Malentacchi, Tuti) ma la chiara matrice neofascista non è mai stata messa in dubbio.

Ed è evidente che dietro c'era molto altro, come lasciava intendere Paolo Signorelli, il " professore nero" dichiarando con largo anticipo che per quell' anno si stava preparando un golpe "con l' aiuto di ufficiali del nord est di provata fede nazionalsocialista " (cit).

Le indagini durate 20 anni hanno dovuto fare i conti con decine di depistaggi e con continui inquinamenti di prove e l' ombra della P2 si è progressivamente definita, coprendo tutto. Questo è l' l'elenco degli ufficiali di altissimo grado dell' esercito e dei carabinieri coinvolti in queste azioni di depistaggio, che risulteranno tutti iscritti alla P2: il generale dei CC Luigi Bittoni, l'ammiraglio Gino Birindelli (NATO), il capitano Corrado Terranova, il colonnello dei CC di Arezzo Domenico Tuminello, il pm di Arezzo Mario Marsili (genero di Licio Gelli e titolare delle indagini sull'attentato a Terontola compiuto dai soliti inquisiti per l'Italicus) Federigo Mannucci Benincasa. Identicamente i vertici dei servizi segreti del periodo, il generale Vito Miceli e il generale Gianadelio Maletti.

Singolare l' episodio da cui subito dopo la strage gli inquirenti iniziarono a riannodare il filo: un signora di Bologna proprietaria di un bar e posto pubblico udi' casualmente la conversazione telefonica di una signorina, Claudia Ajello, che parlava esplicitamente dell' attentato al treno preparando la fuga di qualcuno. La ragazza come risultò poi agli inquirenti, lavorava come "traduttrice" per il SID (servizio segreto della difesa che sostituì il SIFAR, poi sciolto a sua volta e trasformato in SISDE civile e SISMI militare), ma in realtà agiva da infiltrata nel PCI bolognese e tra gli studenti dissidenti greci fuggiti dal regime dei colonnelli.

Lo Stato quindi fu presente da subito e prima di diventare protettore degli esecutori materiali della strage, ne fu il promotore e l'organizzatore. Purtroppo la storia italiana è questa, costellata di misteri, connivenze e di azioni eterodirette dall'esterno da potenze "amiche".

Cercare di cancellarla o di riscriverla è un'ammissione di colpevolezza.


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