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Ceuta: persone usate come armi
di
Alessandra Sciurba *
Sono persone, ma usate come armi.
I loro desideri, la loro scelta di provare a vivere dignitosamente, utilizzata come ricatto e propaganda in un gioco incrociato di potenze sull'arena internazionale, dagli USA all'Unione europea, da Israele al Marocco, che nessuno tranne chi lo conduce ha gli strumenti per comprendere fino in fondo.
E nemmeno noi, l'opinione pubblica di questo mondo alla deriva, siamo trattati come persone; almeno non come persone dotate di ragione. Presi in giro, aizzati come cani rabbiosi, trattati come imbecilli confidando sull'ignoranza che ci hanno imposto e sull'odio che ci hanno insegnato e che hanno sdoganato.
Esseri umani stritolati, a vari livelli, morti annegati o comunque uccisi dentro.
Nell'impotenza, perché è così difficile trovare una strada, un linguaggio, uno scarto, che possano rimettere al centro un barlume di verità, di decenza, di intelligenza collettiva.
E non c'è nessun esponente politico che sia al governo di un paese che sia anche capace di parlare davvero apertamente di tutto questo, di avere il coraggio di chiamare per nome le cose, di dirla tutta fino in fondo, e di chiedere alla propria popolazione di tornare a usare senso critico e capacità di giudizio.
Non lo ha potuto fare nemmeno Sanchez , obiettivo evidente di chi ha approfittato, per colpirlo, della voglia di esistere di quelle decine di migliaia di persone già rimandate indietro, se sopravvissute, giusto il tempo di creare il caos e di mostrare un pugno di ferro ridicolo, come quello italiano con l'assurda sospensione di Schengen in nome di chissà quale sicurezza.
Ma la minaccia è ben altra. In un vortice discendente, ogni giorno si supera un limite. Teniamoci forte.
* Giurista
 
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